Secondo i vescovi tedeschi l'ideologia dell'Afd è inaccettabile per i cristiani
di Vincenzo Savignano, Berlino
Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Wilmer, ha commentato i risultati elettorali in Sassonia-Anhalt: il nostro riferimento è il Vangelo, ci opponiamo quando le persone vengono messe le une contro le altre

«L’AfD è palesemente di orientamento nazionalista ed etno-nazionalista. Per questa ideologia non c'è posto né dentro né fuori dai luoghi di culto, né nel cristianesimo, né nell'ebraismo, né nell'islam». Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, il vescovo Heiner Wilmer si è soffermato sul risultato elettorale in Sassonia-Anhalt. Il presidente dei vescovi tedeschi si è detto inizialmente senza parole: «Tuttavia, sono determinato nel mio agire futuro». Il presidente della Conferenza episcopale tedesca è intervenuto davanti a circa 600 ospiti del mondo politico, ecclesiale e civile in occasione del ricevimento annuale di San Michele a Berlino. Wilmer ha prima di tutto sottolineato: «Ci opponiamo quando la paura viene contrapposta alla solidarietà. Ci opponiamo quando le persone vengono messe le une contro le altre. Ci opponiamo quando le istituzioni democratiche vengono indebolite». Non si tratta, ha precisato, di politica di partito: «Il nostro metro di riferimento non è né la politica di partito né l'ideologia, bensì il Vangelo e l'inalienabile dignità di ogni essere umano che ne deriva. E sì, in questo senso possiamo e dobbiamo anche, talvolta, andare controcorrente».
Il presidente della Conferenza episcopale tedesca ha esortato a rafforzare i fondamenti della libertà e della democrazia in una società sempre più digitalizzata e segnata dall’incertezza. «Una società libera vive del fatto che le persone possano esprimere opinioni diverse. Tuttavia, la libertà presuppone qualcosa: una realtà condivisa». Il vescovo di Münster ha poi aggiunto: «La verità è l'infrastruttura della libertà... Se i fatti vengono falsificati, soppressi o sostituiti dalla disinformazione, la libertà di opinione perde il suo significato democratico. Perché quando la verità diventa arbitraria, anche la libertà diventa arbitraria».
Ma la libertà, intesa semplicemente come possibilità di fare o non fare qualsiasi cosa, non è sufficiente: «Una società ha bisogno di orientamento. Ha bisogno di criteri in base ai quali le persone possano giudicare e agire». A questo proposito, monsignor Wilmer ha sviluppato tre riflessioni: «La verità è il presupposto della libertà, la paura ne è l'antagonista e gli attuali conflitti sociali sono sempre più caratterizzati da una battaglia culturale post-secolare sull'interpretazione della realtà». E proprio in tempi di crescente incertezza, aumenta la tentazione di ridurre questioni complesse a risposte semplici. La paura accentua «il desiderio di certezza, di risposte semplici, di una patria».
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