Nelle nozze di massa a Teheran gli sposi promettono il sacrificio della vita
di Giulio Isola
Cerimonia con mille coppie nella capitale iraniana, tra propaganda di Stato e simboli bellici

Festa o propaganda di Stato? Nozze vere o simboli per sollevare il morale della popolazione? Quella andato in scena ieri sera a Teheran in diverse piazze della città è stato uno spettacolo surreale. Mille coppie si sono sposate in un matrimonio pubblico di massa organizzato dalle autorità iraniane per le persone che avevano aderito a un programma statale dichiarando la propria disponibilità a sacrificare la propria vita nella guerra contro Stati Uniti e Israele. Cento coppie si sono radunate nella grande piazza Imam Hossein, nel centro di Teheran. I video in rete mostrano veicoli militari di colore sabbia trasformati in auto nuziali, che sfilavano per le strade addobbati con decine di palloncini bianchi e rosa, acclamati da bambini ai lati della strada. Alcune jeep erano di colore rosa, e le spose reggevano in mano fiori dello stesso colore. A fianco del palco campeggiava un missile dipinto di lilla.

La cerimonia è stata trasmessa dalla televisione di Stato, in un chiaro intento propagandistico. E nel giorno più bello, oltre al "sì", le coppie hanno aderito, secondo i media iraniani, al cosiddetto programma di "autosacrificio" (janfada in persiano), in cui si impegnano a mettere a repentaglio la propria vita in guerra, ad esempio formando catene umane davanti alle centrali elettriche. Particolare inquietante, i giovani sposi esibivano sulle vetture immagini degli ayatollah, mentre musica nuziale veniva diffusa ad alto volume dagli altoparlanti.

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