Trump annuncia un'intesa tra Russia e Ucraina: «Tregua sugli attacchi agli impianti energetici»
Zelensky: «solo se davvero si fermerà anche Mosca». Allarme tra gli europei per l'attacco al treno. Al Cremlino dicono: «non ci faremo intimidire, restiamo al fianco di Kiev». Rutte: «Putin disperato». Il Wsj avverte: svolta tecnologica per Mosca grazie a nuovi, velocissimi droni a reazione con i chip cinesi

Il giorno dopo il gravissimo attacco russo a un treno Kiev-Varsavia a due chilometri dal confine polacco, arriva una «tregua energetica». Almeno a sentire le parole del presidente Usa Donald Trump. «L’Ucraina – scrive sul social Truth – ha concordato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha concordato di far lo stesso». Un annuncio a sorpresa che giunge poche ore dopo che lo stesso Trump aveva chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di interrompere gli attacchi alle raffinerie di gasolio in Russia, sostenendo che sono questi, e non la guerra nel Golfo e la chiusura dello Stretto di Hormuz (provocati dal suo attacco all’Iran) la vera causa dell’impennata dei prezzi del diesel. Un appello naturalmente graditissimo al Cremlino.
«L’Ucraina – ha dichiarato poi lo stesso Zelensky via X – ha proposto che i suoi partner garantiscano un accordo con la Russia che fermerebbe la distruzione di infrastrutture critiche». Adesso, ha aggiunto, «se i nostri partner sono pronti ad assicurare che la Russia si astenga genuinamente dal colpire il nostro sistema di elettricità, altre infrastrutture energetiche e critiche», allora «certamente saremo pronti ad assicurare un nostro corrispondente stop ai nostri attacchi». Non senza precisare che «l’Ucraina non è convinta che la Russia abbia intenzione di rispettare alcun accordo». Il timore: che l’intesa «crolli dopo che i russi hanno tenuto le loro “elezioni”» in calendario tra il 18 e il 20 settembre.
Una tregua, in effetti, tutta da vedere. Per gli europei, dopo l’attacco al treno, in realtà il dato è che il presidente russo Vladimir Putin ha scelto di alzare ancora il tiro pur di vincere la guerra. Del resto, secondo gli ucraini nel mirino era un altro convoglio diretto a Varsavia, passato di là mezz'ora prima, carico di personalità di ritorno da una conferenza a Kiev. Per gli europei è un “avvertimento” ai Paesi europei che sostengono Kiev. «È chiaramente – ha tuonato l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas – un tentativo di spaventare i Paesi occidentali per dissuaderli dal sostenere l’Ucraina, dall’andare in Ucraina per manifestare il proprio sostegno: penso che dovremmo agire esattamente al contrario». «Se i russi – avverte anche il premier finlandese Petteri Orpo – pensano di poter minare la nostra unità nel sostegno all’Ucraina, si sbagliano». Un «non ci lasceremo intimidire» arriva anche da Downing Street.
Certo, il segretario generale della Nato Mark Rutte cerca di sminuire. «L‘attacco contro un treno passeggeri in Ucraina – ha affermato – mostra quanto Putin sia diventato disperato». Fatto sta che la preoccupazione è alle stelle. Il Cremlino, già accusato di un’ondata di attacchi ibridi in tutta Europa, appare ormai pronto a tutto pur di vincere la guerra in Ucraina. «La Russia – avverte lo stesso Rutte – sta diventando sempre più sconsiderata nella sua terribile guerra contro l’Ucraina». «Le prossime settimane e i prossimi mesi – ha detto il premier polacco Donald Tusk dopo una riunione d’urgenza con i vertici di sicurezza del Paese – saranno un momento di azioni intensificate da parte russa, e purtroppo non possiamo escludere che questa escalation colpirà anche il nostro territorio». L’obiettivo di Putin è chiaro: isolare sempre più Kiev anche dalle vie di terra che servono al trasporto anche di armamenti e altri aiuti. Nella stessa logica si inserisce l’attacco di pochi giorni fa a un valico di confine tra Ucraina e Moldavia. Varsavia intanto ha già intensificato i pattugliamenti dei cieli. Proprio ieri la Polonia ha trovato sulle coste baltiche un drone marino ritenuto russo.
Certamente Mosca non ha alcuna intenzione di fermarsi. «Il nostro esercito – ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov – sta svolgendo missioni in tutto il territorio ucraino e continuerà a farlo». Una determinazione rafforzata dall’arrivo di nuovi, micidiali droni a reazione, come sottolinea il Wall Street Journal. Si tratta dei “Geran-5” basata sugli “Shahed” iraniani, ma molto più veloci e dotati di elettronica sofisticata molto difficile da intercettare. Un salto di qualità, sostiene il giornale, grazie alla fornitura di componentistica cinese. Un problema: la difesa anti-drone dell’Ucraina (e della Nato), è tarata sui ben più lenti droni tradizionali a elica. Ai droni si aggiungono i devastanti e rapidissimi missili “Banderol” che costano appena 100.000 dollari contro i due milioni degli equivalenti Usa Tomahawk. Armi che ora Mosca sta producendo in massa e contro le quali l’Ucraina, finora molto efficace nel difendersi e contrattaccare, non ha mezzi di risposta. Potrebbe essere una svolta drammatica della guerra a svantaggio di Kiev se gli europei non riusciranno a trovare il modo di rafforzare il sostegno dell’Ucraina.
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