La Lega frena sull'ipotesi di consentire l'ingresso dell'Ucraina nell'Unione europea. In una nota diffusa oggi, il partito di Matteo Salvini si è infatti detto «assolutamente contrario» a questa eventualità: «Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro, Kiev nella Ue rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni». La precisazione del Carroccio arriva nei giorni in cui circola l'indiscrezione secondo cui la Commissione europea potrebbe proporre l'apertura del primo gruppo di capitoli negoziali per l'adesione di Kiev già durante il prossimo Consiglio Affari generali Ue del 16 giugno. Per alcuni, infatti, avviare il processo di integrazione permetterebbe di inviare un segnale politico forte alla Russia e di aumentare le garanzie strategiche in vista di un potenziale cessate il fuoco.
Secondo Via Bellerio, però, l'adesione dell'Ucraina rischierebbe di alterare gli equilibri interni, anche per via dei problemi politici e strutturali che affliggono il Paese. La dichiarazione della Lega segna una presa di posizione netta all'interno della maggioranza sul rapporto con Kiev e sulle prospettive future dell’allargamento europeo, soprattutto dopo il Governo ha confermato di recente l'impegno nel promuovere e accelerare il processo di integrazione dell'Ucraina.
«La presidente del Consiglio sconfessi immediatamente i suoi alleati della Lega che continuano a perseguire un'agenda filorussa - ha commentato sui social il senatore del Pd Filippo Sensi -. Mi vergogno per chi, mentre cadono le bombe sui civili, sabota il futuro europeo». La condanna immediata è arrivata anche da Iv: «Le prese di posizione odierne della Lega sembrano tratte direttamente dal Manuale della disinformazione del Cremlino - ha sottolineato il renziano Enrico Borghi -. L'ansia di rincorrere Vannacci sulle sue posizioni filo putiniane sta evidentemente mandando in totale corto circuito il governo su un tema così cruciale».
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