Israele: è stato Idf a fermare i carabinieri, non i coloni

La precisazione dell'esercito di Tel Aviv: è stato un soldato a classificare come sospetto il veicolo su cui viaggiavano gli uomini in borghese. Dopo aver identificato i passeggeri che si sono identificati come diplomatici, è avvenuto l'immediato rilascio
January 27, 2026
È stato un soldato dell'esercito israeliano e non un colono a fermare i carabinieri domenica scorsa in Cisgiordania, in una zona militare chiusa nella cosiddetta area C (sotto il controllo israeliano). Lo ha dichiarato l'Idf alla Rai di Gerusalemme. «All'inizio di questa settimana (domenica), un soldato ha individuato un veicolo diretto alla comunità di Sde Ephraim lungo un percorso chiuso al traffico civile in conformità con la valutazione della situazione operativa e designato come zona militare chiusa» ha spiegato l'esercito.
L'esercito israeliano ha affermato che dopo aver fermato i carabinieri in borghese, «il soldato ha classificato il veicolo come sospetto. Poiché la targa diplomatica non era stata identificata al momento, il militare si è avvicinato al veicolo per fermarlo, puntando l'arma senza aprire il fuoco, e ha ordinato ai passeggeri di uscire dal veicolo e identificarsi». L'Idf ha infine precisato che «non appena i passeggeri si sono identificati come diplomatici, il soldato li ha immediatamente rilasciati e ha segnalato l'accaduto ai suoi comandanti». 
La protesta di Roma per la vicenda era stata immediata: Giorgia Meloni, che aveva fatto filtrare la forte irritazione per un fatto ritenuto «inaccettabile», aveva sentito Antonio Tajani per concordare la convocazione dell'ambasciatore israeliano Jonathan Peled.

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