Il caso Carol Maltesi, annullato l'ergastolo al suo killer
di Redazione
La decisione della Cassazione. La 26enne fu uccisa nel 2022 e fatta a pezzi nella sua abitazione da Davide Fontana, ex bancario e food blogger 46enne
Si prepara il terzo processo d'Appello per l'omicidio di Carol Maltesi, la 26enne uccisa l'11 gennaio 2022 e fatta a pezzi nella sua abitazione di Rescaldina, nel Milanese, da Davide Fontana, ex bancario e food blogger 46enne, vicino di casa che diceva di essere innamorato di lei.
La Cassazione ha infatti annullato con rinvio la sentenza d'Appello bis che condannava Davide Fontana all'ergastolo riportando, di fatto, il procedimento davanti ai giudici milanesi per la terza volta. «Tutto ciò che è inferiore ad una condanna all'ergastolo viene considerata inaccettabile dal mio assistito» ha commentato l'avvocato Manuela Scalia, legale Fabio Maltesi, il padre di Carol, che è parte civile nel processo.
«Chiarisco meglio il concetto. L'ergastolo - ha aggiunto l'avvocato - non restituirà una figlia a suo padre, ma una condanna al massimo della pena prevista dalla legge italiana davanti ad un fatto tanto atroce è il minimo conforto che quest'uomo si aspetta». Le motivazioni del nuovo rinvio saranno depositate entro 30 giorni, anche se il termine potrebbe anche allungarsi. Certo un nuovo processo, il quarto da quanto l'11 gennaio 2022 Maltesi venne assassinata, rappresenta un nuovo e ulteriore stress per i famigliari della giovane.
Fontana, che è reo confesso, ha ucciso la 26enne a martellate finendola con un fendente alla gola. Ha quindi dissezionato il corpo il 18 pezzi che ha conservato in congelatore a pozzetto. Dopo aver cercato di bruciare i resti della povera Carol con un Barbecue li ha abbandonati nel bresciano. Per il difensore dell'ex bancario fu un delitto d'impeto: il 46enne uccise la bellissima vicina dalla quale era ossessionato quando ha scoperto che la donna stava per trasferirsi a Verona per stare vicino al figlio di soli sei anni che vive con il padre in Veneto. Per gli inquirenti l'uomo avrebbe invece pianificato il delitto. La prova, per l'accusa, sta nell'escamotage di Fontana per scoprire il codice di sblocco del telefono di Maltesi quando la ragazza era viva. Con quel telefono l'imputato si era sostituito a lei per settimane rispondendo, sempre per iscritto, ai messaggi di amici e famigliari.
Fontana venne condannato a 30 anni in primo grado, sentenza che fece molto discutere. In Appello i giudici decisero per la condanna all'ergastolo. La Cassazione accolse il ricorso presentato dal difensore di Fontana, l'avvocato Stefano Paloschi, ritenendo le motivazioni dell'aggravante della premeditazione non sufficienti e annullando con rinvio una prima volta il verdetto di secondo grado. La Corte d'Appello di Milano aveva quindi ricondannato il 46enne all'ergastolo anche nel secondo grado bis. Ieri, di nuovo, la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza riaprendo, di fatto, il processo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA