Quella «manciata di tiranni» e una poesia che trova risposte
Perché siamo in una situazione così angosciante e umanamente intollerabile? Si tratta del potere conquistato da alcuni con la forza, da altri illudendo un popolo con promesse non mantenute

«Il mondo è devastato da una manciata di tiranni» è la dolorosa constatazione di papa Leone XIV: parole sacrosante, è proprio il caso di dire. Ma perché siamo in una situazione così angosciante e umanamente intollerabile? Nel caso in cui si sia dinanzi a tiranni-dittatori la spiegazione è agevole: si tratta del potere conquistato da alcuni con la forza, che con la forza vogliono ribadirlo ed espanderlo. I tiranni democraticamente eletti, invece, dovendo il loro potere ad un popolo che si è lasciato abbacinare dalla loro promessa di magnifiche sorti e progressive, devono trovare in obiettivi esterni al loro Paese la distrazione e la compensazione rispetto agli insuccessi interni.
Contro la loro cieca bulimia di potere e di conquista, non si può far molto, se non attendere che la forza del dittatore declini o che la collettività delusa dall’ampia forbice tra il promesso e il realizzato ne tragga le conseguenze sotto il profilo elettorale. Ma una cosa si può e si deve fare. Premesso che nessuna ragione, anche avesse una sua plausibilità, potrebbe mai giustificare l’uccisione di creature innocenti, vanno svergognate le attuali motivazioni addotte per giustificare le devastazioni denunciate dal Papa. A cominciare da quella spudorata di agire su mandato o sostegno divino: anche per il non credente è difficile immaginare una più intollerabile bestemmia di quella che consiste in discorsi, sceneggiate, esibizioni di rosario, volte a coinvolgere Dio nelle proprie nefandezze o nei propri prosaici interessi elettorali. Ma indecente è anche il tentativo di giustificare le sopraffazioni di intere popolazioni per asseriti scopi difensivi de futuro, per sostenere la minoranza oppressa di un altro Paese, per eliminare un regime corrotto o crudele, per recuperare territori unilateralmente proclamati propri.
Ma allora cosa sospinge questa manciata di tiranni a compiere le devastazioni denunciate dal Papa? Quale interesse politico li muove? Una risposta si può trovare nella poesia “Discorso all’Onu” del premio Nobel Wisława Szymborska del 1993:
«Non devi nemmeno essere una creatura umana per acquisire un significato politico.
Basta che tu sia petrolio, mangime concentrato o materia riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma si è discusso per mesi: se negoziare sulla vita e sulla morte attorno a uno rotondo o quadrato.
Intanto la gente moriva, gli animali morivano, le case bruciavano».
Basta aggiornare il nome dei beni materiali che attualmente suscitano maggiore avidità per conoscere i reali moventi di tanti orrori.
«Non devi nemmeno essere una creatura umana per acquisire un significato politico.
Basta che tu sia petrolio, mangime concentrato o materia riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma si è discusso per mesi: se negoziare sulla vita e sulla morte attorno a uno rotondo o quadrato.
Intanto la gente moriva, gli animali morivano, le case bruciavano».
Basta aggiornare il nome dei beni materiali che attualmente suscitano maggiore avidità per conoscere i reali moventi di tanti orrori.
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