Quei Comuni sciolti per mafia sono un colpo al cuore della democrazia

A Torre Annunziata, in Campania, è la seconda volta che accade in quattro anni, a causa di infiltrazioni dei clan. È quanto mai necessaria una riflessione, perché solo risvegliando un sentimento di legalità nei cittadini può tornare una sana partecipazione
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June 5, 2026
Non c’è niente di più antipatico di uno slogan che continua a essere ripetuto anche quando si fa fatica a crederci. Farlo diventare una sorta di intoccabile dogma non serve. Le conquiste del passato ce le dobbiamo meritare. Di rendita non si vive, prima o poi, se non reinvestito, il patrimonio ricevuto in dono, evapora. E noi, uomini e donne di questo tempo, in dono abbiamo ricevuto tanto. Sono appena atterrato dall’aereo che mi ha riportato a casa dopo una magnifica serata trascorsa a Bassano del Grappa a parlare di Gesù, di legalità, di impegno civile, di mafie. Dai loro sepolcri, allineati nel sacrario del monte Grappa, migliaia di italiani ci osservavano. Tutti giovanissimi, per ottenerci la libertà, sacrificarono le loro vite.
«La democrazia - diciamo - è la migliore forma di governo». Ci credo, in alternativa dovremmo optare per le monarchie, le oligarchie, le dittature. Teniamoci la democrazia, purché ce la sappiamo meritare. Maltrattarla, sciuparla, umiliarla, approfittarne, è rischioso. Il popolo, che la Costituzione vuole sovrano, si stanca e rischia di scivolare verso l’apatia o di rivolgersi al salvatore di turno, con i risultati già altre volte sperimentati. Teniamoci stretto – meritiamoci, appunto – il governo voluto dal popolo, al quale chiunque può aspirare di farne parte. I partiti politici nel redigere le liste degli aspiranti fanno la parte del leone. Va bene, a una condizione, però: che prima di presentare al popolo un candidato, la direzione,  a livello locale, regionale, nazionale si assuma in prima persona la responsabilità della sua condotta civile, politica, morale. Sorvoliamo su quella penale.
Non basta accertarsi quanto pesi il pacchetto dei voti che tizio o caio porterà nelle proprie liste. Occorre controllarne la qualità, sentirne l’odore. Non è vero che i voti si contano solamente. Se sono infetti, sozzi, col tempo, tutto il partito rischierà di ammalarsi e rotolare, come già altre volte è accaduto. La moneta falsa può ingannare, è vero, ma non tutti, non sempre. Prima o poi sarà smascherata. Per l’antica legge dell’eterogenesi dei fini, ciò che sembrava essere un guadagno potrebbe tramutarsi in una perdita a strascico. Non c’è, in democrazia, niente di peggio che un’amministrazione comunale, e non solo, sciolta per infiltrazioni mafiose. Vuol dire che il germe maledetto, superata ogni barriera, si è assiso come il re su un trono al quale non avrebbe nemmeno dovuto avvicinarsi.
È accaduto. Al Comune di Torre Annunziata, nel Napoletano, per la seconda volta in quattro anni. La camorra che non vuol morire ha bisogno di riciclarsi, di cambiare pelle. Meglio delle bombe possono gli appalti; meglio delle minacce possono le lusinghe. Lo sanno tutti, il denaro è un’esca alla quale pochi pesciolini sanno resistere. E abboccano. Penosamente, abboccano. Per non cadere in tentazione occorre avere una struttura morale e psicologica forte, idee chiare, ideali alti, amore grande alla propria terra e alla propria gente. Occorre saper discernere, non tutti, infatti, sono in possesso di questi requisiti. Ma chi è che dovrebbe vegliare sui candidati? Chi dovrebbe continuare a tenerli sotto osservazione una volta eletti, prima che forze dell’ordine e la magistratura li becchino con le mani nel sacco?
II proprio partito, innanzitutto, i colleghi del medesimo schieramento, quelli dell’opposizione, la stampa, gli stessi cittadini. Fondamentale è la democrazia per lasciare a chi non la ama la possibilità di inquinarla e saccheggiarla. Troppo importante è la testimonianza data ai nostri giovani da chi, a ogni livello, ci governa. È inutile piagnucolare, poi, sui bassi dati dell’affluenza alle urne. Se tanti giovani preferiscono andare al mare nel giorno delle elezioni uno dei motivi è proprio questa sfiducia nella politica. Ed inutile può rivelarsi finanche il lavoro di tanti che si affannano per risvegliare in essi il desiderio delle legalità, dell’impegno nel sociale, nel volontariato, nella politica. Un’amministrazione comunale sciolta per infiltrazioni mafiose è un colpo al cuore allo stato democratico. Non è nostra intenzione entrare nella polemica partitica di ciò che sta avvenendo in Campania. Certo, quattro Comuni sciolti dall’inizio di quest’anno sono davvero tanti. Noi vorremmo solo richiamare l’attenzione sulle devastanti conseguenze di questo orribile andazzo.

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