
Ha già 73 anni ma Vladimir Putin sogna di viverne altrettanti. Tanto che per trovare la ricetta dell’elisir di lunga vita il presidente russo ha investito 26 miliardi di dollari, prelevati direttamente dalle casse dello Stato. Gli scienziati incaricati della ricerca – sono le indiscrezioni degli ultimi giorni – stanno sviluppando un farmaco in grado di cambiare il Dna e di rallentare l’invecchiamento delle cellule. Ma per vivere a lungo starebbero pensando pure a sostituire gli organi malmessi con tessuti realizzati con la stampante 3D e poi fatti crescere – in attesa del trapianto – all’interno di mini-maiali, una specie di suini geneticamente compatibile con l’uomo. Con questo metodo i ricercatori sarebbero già riusciti a realizzare cartilagini e ghiandole. Tutti questi studi, però, sono avvolti dal massimo riserbo e le scoperte degli scienziati sull’argomento non sono mai pubblicate su riviste scientifiche che dovrebbero validarne l’affidabilità.
A meno 112 gradi per ringiovanire
Apparire sempre giovane e forte per Putin è fondamentale: non mostrando mai segni di cedimento fisico non si rischia di sembrare deboli e si riesce a tenere ben saldo lo scettro del comando. Con questa idea in testa, il leader russo ha curato i muscoli in modo ossessivo, poi si è sottoposto a interventi di chirurgia estetica per appianare le rughe e, infine, per rallentare l’invecchiamento ha ingoiato medicine a base di brevi catene di amminoacidi, chiamate peptidi, derivate da tessuto di vitello. Non solo: pare che per mantenersi giovane Putin entri regolarmente in una camera criogenica, una sorta di sauna al contrario in cui il corpo sta alcuni minuti a meno 112 gradi. Da anni il leader è circondato da una squadra che si occupa di rallentarne l’età: il primo fu Vladimir Khavinson, convinto che gli uomini vivranno fino a 120 anni; ora la palla è passata alla figlia Maria Vorontsova e al fisico Mikhail Kovalchuk.
Centocinquanta pillole e la vecchiaia sparisce
L’ossessione per l’immortalità è una fissa condivisa. Per non invecchiare l’imprenditore americano Bryan Johnson segue orari rigidissimi di sonno, controlla i grammi di ogni cibo e si sottopone continuamente a esami medici. Jeff Bezos, fondatore di Amazon, è invece tra i maggiori sostenitori (e finanziatori) della società Altos Labs, che studia come riportare a uno stato più giovane una cellula ormai anziana. Peter Thiel, cofondatore di PayPal, suggerisce di sottoporsi a trasfusioni di sangue con individui più giovani; mentre l’ex dirigente Google, Ray Kurzweil, tiene il suo corpo al meglio in attesa di nuove scoperte mediche: e per farlo ingoia 150 integratori al dì.
Qin Shi Huang ucciso dalla pozione anti età
Rallentare l’invecchiamento non è solo una mania contemporanea. Il primo a esserne assillato fu – nel III secolo a.C. – l’imperatore cinese Qin Shi Huang. Dopo essere riuscito a conquistare i regni rivali e a creare un unico impero con leggi e infrastrutture comuni, Qin Shi Huang tentò un’altra impresa: vivere per sempre. Inviò esploratori a cercare isole che, secondo le leggende cinesi, erano abitate da esseri immortali e durante i suoi viaggi cercò continuamente maghi e guaritori per carpire il segreto della lunga vita. Intanto, a corte, l’imperatore incaricò gli alchimisti di preparare per lui pozioni miracolose. Gli intrugli erano composti da sostanze rare e costose: qualcuna, però, era anche un po’ tossica e così Qin Shi Huang morì avvelenato proprio dal suo elisir di lunga vita
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