Francesco: e io cantico...

L’ultima strofa scritta poco prima della morte, 800 anni fa
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September 5, 2026
Tutto ebbe inizio con un uomo. Il suo nome è Francesco, nato ad Assisi all’incirca nel 1181 dal mercante Pietro di Bernardone e da donna Pica. Il suo percorso di crescita non sempre fu lineare: dopo la guerra, una prigionia e una malattia, attraversò anni di ricerca. Intorno al 1206 formulò la Preghiera davanti al Crocifisso di San Damiano, chiedendo a Dio la capacità di indicargli la via. Uno dei frutti più alti di questa ricerca fu intorno al 1225, quando compose il Cantico delle creature. Morì un anno dopo, il 3 ottobre 1226 e nel 2026 ne ricorrono 800 anni: Il Cantico è preghiera, poesia, inno al creato, scritto non in latino ma in volgare, lingua allora parlata dalle persone. Nel Cantico, anche detto “di frate Sole”, Francesco ringrazia Dio e invita tutte le creature a unirsi alla sua lode.
Che forza in quelle parole scelte con cura
Sul santo di Assisi sono numerose le interpretazioni. Nel Cantico, però, ogni parola sembra scelta con cura: la sua forza non dipende da lunghi discorsi. In una strofa sul perdono Francesco scrive: «Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo Tuo amore». Secondo antiche biografie, Francesco aggiunse questi versi durante il conflitto tra il vescovo e il podestà, autorità politica di Assisi. Il perdono è quindi un gesto concreto: ricostruisce i rapporti e rende nuovamente possibile vivere insieme.
Inno, preghiera, poesia: non si finisce mai di studiarlo
Considerato uno dei primi documenti della tradizione poetica italiana, Il Cantico è formato da versetti legati da rime e assonanze. Il sole, il vento, l’acqua, il fuoco e la terra diventano membri della stessa famiglia. Francesco li chiama fratelli e sorelle. In un altro suo racconto anche il lupo sarà chiamato fratello. Sorella è persino la morte e secondo antiche biografie, questa strofa fu aggiunta per ultima. Il Cantico però non è solo questo: parla anche di malattia, conflitto, perdono. Ci insegna che non siamo spettatori esterni del cosmo, ma parte integrante. Del Cantico è stato detto che la sua esegesi, ovvero lo studio del significato di un testo, non finisce mai, proprio come il mistero di Dio. Questa è una delle tante analisi che nel tempo ne sono state fatte, a dimostrazione della potenza di un messaggio che non è solo nel rapporto con la natura.

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