«Eni pronta a investire in Venezuela»
di Redazione
Lo ha detto l'amministratore delegato Descalzi incontrando il presidente Usa Trump con i capi delle big oil mondiali
A pochi giorni dalla cattura di Nicolas Maduro e dall'annuncio che gli Stati Uniti gestiranno le immense riserve petrolifere del Venezuela, in collaborazione con il governo ad interim di Caracas, alla Casa Bianca sono sbarcati gli amministratori delegati di big oil. Una ventina di manager delle più importanti compagnie petrolifere mondiali, tra cui l'ad di Eni Claudio Descalzi, si sono riuniti con Donald Trump nella East Room per discutere del loro ritorno e dei futuri investimenti nel Paese.
Il Venezuela, dal 2019 sottoposto a sanzioni americane, possiede circa un quinto delle riserve petrolifere mondiali ed era un tempo un importante fornitore di greggio per gli Stati Uniti. Trump vede le ingenti riserve petrolifere del Paese come un'opportunità per abbassare ulteriormente i prezzi dei carburanti in America ma potrebbe incontrare notevoli difficoltà nel convincere le principali compagnie petrolifere a investire nel Paese a causa dell'incertezza sulla governance nell'era post-Maduro, dei problemi di sicurezza e degli ingenti costi necessari per ripristinare gli impianti di produzione.
Ai rappresentanti di big oil riuniti alla Casa Bianca il presidente americano ha assicurato che ci saranno garanzie di sicurezza, pur senza boots on the ground americani. «Ora in Venezuela avete la sicurezza totale», ha dichiarato. Un tema, quello delle garanzie cruciale per molti dei manager presenti.
Il capo di Exxon Mobil, Darren Woods, lo ha detto chiaramente. «È assolutamente fondamentale istituire un team tecnico per valutare lo stato attuale del settore», ha affermato durante l'incontro con il tycoon, il vice presidente Jd Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e i ministri del settore. «Siamo pronti a inviare una squadra sul campo», ha aggiunto precisando tuttavia che sono necessari «cambiamenti significativi» in Venezuela. «I nostri beni sono stati sequestrati due volte in questo Paese, quindi potete immaginare che per tornare una terza volta sarebbero necessari cambiamenti piuttosto significativi», ha dichiarato. Descalzi ha dato la sua disponibilità a investire e collaborare con Washington. «Eni è pronta ad investire in Venezuela. Abbiamo 500 persone nel Paese. Siamo pronti a investire nel Paese e lavorare con le compagnie americane», ha affermato.
Trump ha poi spiegati ai giganti petroliferi che tratteranno direttamente con Washington e non con Caracas e che saranno gli Stati Uniti a decidere quali compagnie lavoreranno in Venezuela. «Ci stiamo riprendendo ciò che ci è stato tolto», ha aggiunto il presidente americano sostenendo che big oil investirà «almeno 100 miliardi di dollari» nel Paese. Il tycoon ha anche mandato un messaggio a Cuba, Cina e Russia. L'Avana «versa in cattive acque, sono un Paese del terzo mondo, non hanno nulla, deve fare una scelta», ha attaccato. Quanto a Pechino e Mosca «possono comprare il petrolio da noi. Siamo pronti a fare business».
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