«Vogliamo far nascere una lobby del lavoro»

Dallo scorso dicembre Angelo Raffaele Margiotta (nella foto) è il nuovo segretario della Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori, che conta 1,5 milioni di iscritti
Google preferred source
February 25, 2018
«Vogliamo far nascere una lobby del lavoro»
Dallo scorso dicembre è il nuovo segretario generale della Confsal. Angelo Raffaele Margiotta da Boscoreale (Napoli), 65 anni, con un passato nella scuola e una vita nel sindacato (ex Snals), è alla guida della Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori, che conta 1,5 milioni di iscritti.

In cosa vi sentite diversi dalle altre organizzazioni sindacali?

Non siamo ideologici e vogliamo far nascere una lobby del lavoro: un’alleanza sociale tra chi il lavoro lo svolge, lo organizza e lo produce. Lanceremo le nostre idee in un convegno che si terrà domani a Roma. Vogliamo mettere fine al pellegrinaggio e al progressivo assottigliarsi delle risorse da parte delle lobby di potere, delle consorterie politiche e sociali. Vogliamo partire dalla centralità della persona e promuovere nuovi modelli economici, fiscali e previdenziali che non strangolino il diritto costituzionale al lavoro e all’impresa.

A cosa puntate per realizzare le vostre idee?

Partiremo da una Consulta nazionale per il lavoro che è un luogo di incontro e confronto con tutti gli attori della filiera. Occorre un cambio di paradigma e una visione sistemica che riporti imprese e lavoratori al centro delle politiche per la crescita e lo sviluppo.

Cosa proponete?
In particolare il taglio strutturale del cuneo fiscale, la defiscalizzazione totale per le imprese in crisi, lo sblocco dell’età pensionabile verso l’alto e verso il basso, l’eliminazione dei vincoli per l’anticipo del Tfr e il ripensamento delle dinamiche salariali.

Tutto questo servirà a creare nuova occupazione?

Prima di tutto occorre porre fine alla distribuzione di incentivi a pioggia e favorire l’ingresso dei giovani con progetti di alternanza scuola-lavoro e contratti di apprendistato. Per frenare l’emorragia di posti e la chiusura di 800 aziende ogni giorno, è necessario introdurre lo status di impresa solidale e rendere prioritari gli obblighi verso i lavoratori rispetto a quelli verso il fisco. Lo Stato deve dimostrare solidarietà vera nei confronti dell’imprenditore e dei suoi dipendenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire