Napoli, al via "Orientasud"

Parte questa mattina alla Mostra d'Oltremare la XXVII edizione del Salone delle opportunità, tre giorni dedicati alla formazione e all'orientamento
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November 4, 2026
Napoli, al via "Orientasud"
A Napoli tre giorni dedicati alla formazione e all'orientamento
Parte questa mattina alla Mostra d'Oltremare a Napoli la XXVII edizione di OrientaSud – Il Salone delle opportunità, tre giorni dedicati alla formazione e all’orientamento. Il Salone apre i battenti con l’evento inaugurale dove, oltre a Mariano Berriola, presidente di OrientaSud e direttore del Corriere Università e Lavoro, saranno presenti Luigi Sbarra, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per il Sud; Danilo Giovanni Festa, capo dipartimento al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Donata Vianelli, coordinatrice della Commissione Orientamento della Crui-Conferenza dei rettori delle Università italiane.
L’attenzione sarà rivolta alle questioni che riguardano le regioni meridionali. A partire dalla “fuga dei cervelli”. Tra il 2019 e il 2025 il Mezzogiorno ha infatti perso 150 mila giovani laureati italiani tra i 25 e i 34 anni. Un impoverimento di competenze che si accompagna alle difficoltà dei percorsi formativi: secondo Istat, nel 2024 aveva un titolo di istruzione terziaria il 25,9% dei giovani meridionali di 25-34 anni, contro il 34,5% del Nord. Sono numeri che riportano al centro delle politiche per il Sud una questione concreta: come accompagnare i giovani nelle scelte, valorizzarne le capacità e creare le condizioni perché possano costruire il proprio futuro, anche nei territori in cui sono cresciuti.
Si parlerà anche delle regole dei rapporti di lavoro, della salute e sicurezza e del riconoscimento del lavoro regolare: strumenti essenziali per affrontare una prima esperienza in azienda conoscendo diritti, responsabilità e rischi. La Fondazione Italia Education presenterà l’innovativo gioco Jobs and School, che tutte le scuole potranno adottare al fine di educare le giovani generazioni alla prevenzione del rischio.
Mentre i workshop accompagneranno i visitatori nella conoscenza dei percorsi universitari, collegando materie di studio, modalità di accesso, competenze e sbocchi occupazionali. Il programma attraversa le principali aree formative. L’obiettivo è aiutare i ragazzi a comprendere il contenuto delle professioni e a mettere in relazione interessi personali, studi e prospettive di lavoro. A questi appuntamenti si affiancheranno le presentazioni e gli incontri con gli Atenei e le Accademie, tra cui Orientale, Università della Campania Luigi Vanvitelli, Suor Orsola Benincasa, Luiss e Naba.
Nella mattinata inaugurale anche la presentazione del Rapporto Università 2026, frutto del lavoro del Comitato Tecnico Scientifico presieduto dal professor Stefano Ubertini. Il Rapporto analizza le scelte universitarie, l’andamento degli studi, la mobilità tra Atenei, i cambi di percorso, gli abbandoni e il conseguimento del titolo. Uno strumento per leggere il sistema universitario e comprendere quali fattori incidano sulle decisioni degli studenti e sulla possibilità di portarle a termine. La presentazione del Rapporto si svolgerà alla presenza anche dei rettori campani. Tra gli elementi centrali, l’Iqa-Indice qualitativo di attrattività degli Atenei, che considera apertura internazionale, capacità di attrarre studenti, rapporto con il territorio, profilo istituzionale, accessibilità economica, specializzazione ed esiti. I confronti riguardano gli Atenei non telematici inclusi nell’analisi e avvengono all’interno di fasce e tipologie omogenee: l’indice offre una lettura dell’attrattività, senza rappresentare una valutazione assoluta della qualità complessiva di un’Università.
Alle ore 11 del 5 novembre, Inarcassa proporrà Progetta la tua professione. Dai forma al tuo futuro: un confronto sul passaggio dalla laurea alla libera professione, tra competenze, autonomia e previdenza.
«Dobbiamo costruire le condizioni per cui i nostri giovani non siano costretti ad andar via, ma soprattutto si sentano apprezzati sui territori. Un ragazzo ha bisogno di sapere che qualcuno crede in lui, prima ancora di decidere che cosa farà da grande. Ha bisogno di essere ascoltato, considerato, amato. Può sembrare un punto di partenza lontano dall’economia, dall’innovazione, dalle politiche per il Mezzogiorno. È invece il loro fondamento. Perché nessuna strategia di sviluppo può durare se chi dovrebbe realizzarla cresce sentendosi superfluo», conclude Berriola.  

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