Il welfare aziendale diventa sempre più strategico
di Redazione
Non più soltanto benefit economici o strumenti accessori, ma modelli organizzativi che mettono al centro la qualità della vita delle persone, la formazione, l’inclusione e il benessere psicologico

Il welfare sta assumendo un ruolo centrale nelle strategie delle imprese, con un numero crescente di aziende che interpreta il benessere dei dipendenti come un investimento culturale e umano, capace di incidere sulla sostenibilità stessa dell’impresa. Non più soltanto benefit economici o strumenti accessori, ma modelli organizzativi che mettono al centro la qualità della vita delle persone, la formazione, l’inclusione e il benessere psicologico. Oltre che ad attrarre e trattenere talenti.
Per VoipVoice il benessere non è un obiettivo da raggiungere, ma un processo da coltivare. Come spiega Martina Giacomelli, Communication & Digital PR Manager dell’azienda: «Il benessere delle persone è la vera energia che muove l’azienda. Per questo abbiamo scelto di interpretare il welfare aziendale non come un insieme di benefit, ma come un sistema in continua evoluzione, capace di adattarsi ai bisogni reali dei nostri collaboratori. Da sempre offriamo uno smart working strutturato e personalizzabile, affiancato da orari flessibili e bonus economici, per favorire un equilibrio reale tra vita privata e professionale. Promuoviamo pari opportunità in ogni fase del percorso lavorativo, dalla selezione alla crescita interna, perché ogni talento merita spazio e riconoscimento. Coltiviamo inoltre momenti di ascolto e confronto diretto tra collaboratori, responsabili e proprietà, creando uno spazio in cui idee, esigenze e visioni possano emergere e trasformarsi in valore condiviso. E infine, abbiamo da poco introdotto un servizio di supporto psicologico dedicato perché siamo convinti che il benessere mentale sia una componente imprescindibile della performance e della qualità della vita. Per noi, il futuro del lavoro è un impegno continuo: non conta solo crescere, ma costruire un’organizzazione in cui le persone scelgono di restare, dare il meglio di sé e sentirsi parte di una realtà performante ma con una dimensione umana».
Un’idea di welfare che si ritrova anche nell’esperienza di Kampaay, tech company specializzata nell’organizzazione degli eventi aziendali, dove il tema della sostenibilità del lavoro si intreccia con inclusione e crescita professionale. «Per noi il welfare non significa semplicemente offrire benefit, ma costruire un modello di lavoro realmente sostenibile per le persone - sottolinea Giulia Scagliola, Head of People & Culture di Kampaay -. Crediamo che flessibilità, fiducia e possibilità di crescita siano elementi fondamentali per permettere a ciascuno di esprimere il proprio potenziale, conciliando ambizioni professionali e vita personale. Per questo abbiamo sviluppato un’organizzazione basata su smart working e flessibilità reale, capace di adattarsi alle esigenze individuali e di accompagnare le persone anche nei momenti più importanti della vita, come la genitorialità. Abbiamo scelto di sostenere concretamente le mamme lavoratrici, tanto che in azienda ci sono stati casi di assunzioni e promozioni avvenute durante il periodo di maternità, nella convinzione che talento e crescita professionale non debbano mai fermarsi. A questo affianchiamo un sistema di welfare articolato, che comprende servizi dedicati al benessere psicologico, convenzioni per fitness, viaggi e qualità della vita quotidiana, oltre a iniziative che favoriscono connessione e partecipazione interna, come book club, sessioni di yoga e workshop organizzati direttamente dalle nostre persone Accanto a questo lavoriamo molto anche sui percorsi di sviluppo interni: in Kampaay è possibile iniziare una collaborazione come freelance e crescere fino a ricoprire ruoli manageriali all’interno dell’organizzazione. È un approccio che riflette la nostra idea di impresa: creare un ambiente inclusivo, dinamico e meritocratico, dove le persone possano costruire nel tempo il proprio percorso professionale sentendosi parte integrante del progetto aziendale».
Ma il welfare può assumere anche una dimensione sociale e formativa, soprattutto nelle realtà artigiane e produttive. È il caso di Prometeo Stufe, dove il fondatore Alessandro Azzoni racconta: «In questi anni abbiamo scelto di investire molto sulle persone, anche quando arrivavano da percorsi personali difficili o fragili, perché crediamo che il lavoro possa rappresentare una possibilità concreta di riscatto e di crescita. Abbiamo accolto giovani senza esperienza, ragazzi arrivati in Italia da soli o persone che cercavano una seconda opportunità, accompagnandoli passo dopo passo nell’apprendimento di un mestiere altamente specializzato. Per noi significa dedicare tempo alla formazione, creare un ambiente in cui si possa imparare e sentirsi parte di un gruppo. È un approccio che richiede attenzione e responsabilità, ma che restituisce enorme valore umano anche all’azienda. Oggi Prometeo è un luogo dove oltre a progettare stufe e caminetti a legna dal design unico, si cerca di trasmettere anche stabilità, dignità professionale e prospettive future. Credo che questo, soprattutto in un mestiere artigiano come il nostro, sia la forma più autentica di welfare».
Anche Safe - hub di consorzi per le economie circolari, ha scelto di inserire il benessere delle proprie persone all’interno della cultura aziendale, rendendolo un elemento strutturale e parte integrante della propria identità organizzativa. «Così come scegliamo ogni giorno di andare oltre gli obblighi normativi, senza limitarci a ciò che impone l’EPR, allo stesso modo crediamo che anche il welfare debba essere affrontato con un approccio concreto e responsabile - dichiara Elisabetta Fazio, responsabile Risorse Umane e Organizzazione -. Per noi il benessere delle persone non è un insieme di misure accessorie, ma un elemento strutturale della cultura aziendale. Crediamo che creare un contesto in cui le persone possano sentirsi riconosciute, supportate e valorizzate sia una condizione fondamentale per permettere a ciascuno di esprimere davvero il proprio potenziale». In questa prospettiva, Safe ha progressivamente introdotto strumenti e iniziative volte a favorire un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro, dallo smart working alla flessibilità oraria, fino ad azioni che intercettano aspetti concreti della quotidianità lavorativa. Tra questi rientrano una maggiore attenzione alla gestione degli spostamenti casa‑lavoro, nella consapevolezza di quanto tali elementi incidano sul benessere complessivo delle persone. All’interno di questo percorso si inserisce anche la scelta di prevedere una giornata intera di permesso aggiuntivo da dedicare al giorno del compleanno, come segno di attenzione verso un momento significativo per ciascun individuo e come espressione di un’organizzazione che riconosce il valore del tempo personale e lo considera parte integrante della qualità del lavoro. Un’iniziativa simbolica ma concreta, che rafforza l’idea di un contesto lavorativo attento alla dimensione personale delle proprie persone.
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