La sfida del prossimo Salone del Mobile: più diplomazia contro la crisi
La filiera del legno/arredamento/design ha chiuso il 2025 con il segno più, grazie soprattutto al mercato interno

La situazione internazionale si fa sentire sul Salone del Mobile. La 64esima edizione della manifestazione, che si terrà dal 21 al 26 aprile a Fiera Milano-Rho, sarà una «grande operazione di diplomazia economica» contro la crisi, «capace di contrastare la cultura del conflitto grazie alla riunione di operatori e visitatori da ogni parte del mondo». Lo ha dichiarato Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, alla conferenza stampa di presentazione dove sono intervenuti i presidenti Maria Porro (Salone del Mobile) e Claudio Feltrin (FederlegnoArredo) che hanno espresso ottimismo, soprattutto dopo la tregua di due settimane annunciata nella notte da Donald Trump. Non sono stati diffusi i numeri dei biglietti venduti finora, anche se dovrebbero essere in linea con le ultime edizioni (fatte le dovute differenze tra gli anni pari come questo, e i dispari quando c’è la biennale di Euroluce che attira molto più pubblico). Quel che è certo è che quest’anno ci saranno 1.900 espositori, di cui il 36,6% (693) esteri da 32 Paesi. Accanto alle manifestazioni annuali e alle biennali EuroCucina e salone internazionale del Bagno. Al SaloneSatellite esporranno 700 designer under 35 e 22 scuole e università da tutto il mondo. E ancora, 227 brand tra debutti e ritorni, che presenteranno le loro novità su oltre 169mila mq di superficie espositiva netta.
Non sono comunque mancati i problemi, come ha raccontato ieri Porro. «Un’azienda libanese ha deciso nelle scorse settimane di congelare la sua posizione e poi ha rinunciato alla partecipazione. Due gallerie di Dubai non posso esserci, non avendo potuto inviare i loro pezzi, e anche un’azienda indiana. Per noi erano voci fondamentali ». Notizie migliori, invece, per quanto riguarda gli operatori invitati: «non abbiamo avuto disdette oggi, e lo stesso vale per la stampa straniera. Quindi diciamo in una situazione estremamente complessa la rilevanza del Salone del Mobile a livello internazionale viene confermata dal fatto che ci sia una tenuta ad oggi di tutti quelli che sono i diversi stakeholder coinvolti, sia il pubblico sia gli operatori internazionali, buyers e le stesse aziende partecipanti». Per quanto riguarda l’Italia, invece, Porro osserva che «una delle caratteristiche delle aziende italiane è di essere molto diffuse su continenti e geografie differenti, lo dice anche il numero e la percentuale dei visitatori che arrivano da tutto il mondo al Salone: sono più del 75% e provengono dalle geografie più disparate».
Cuore dell’evento sarà la prima giornata del Forum Internazionale, con la lectio dell’architetto Rem Koolhaas e la presentazione pubblica del Masterplan 2027 firmato con David Giannotten di Oma. La seconda novità è il Salone Raritas al padiglione 9, che esporrà oggetti unici da collezione tra arte e design. Per il sesto anno, a celebrare la serata ufficiale di apertura sarà il Teatro alla Scala con un concerto della Filarmonica della Scala diretta da Michele Mariotti. Il 24 aprile, Common Archive - La Notte Bianca del Progetto, iniziativa a cura dell’Osservatorio del Salone del Mobile, darà vita a un evento diffuso: per una sera, per la prima volta insieme, gli archivi storici di design e architettura di Milano apriranno al pubblico con un’agenda di oltre 50 tra visite guidate e incontri. Dal 17 al 26 aprile, in piazza della Scala tornerà il Design Kiosk, con un programma di conversazioni dedicato alla nuova editoria indipendente, a cura di Reading Room.
Per quanto riguarda i dati economici, la filiera del legno arredo ha chiuso il 2025 con il segno più. Il fatturato alla produzione ha superato i 52,2 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% sul 2024, confermando una fase di stabilizzazione, dopo il rallentamento del biennio precedente. Per Feltrin, a sostenere la crescita del 2025 è soprattutto il mercato interno che ha raggiunto quasi 33 miliardi di euro (+2%), grazie alla tenuta del comparto residenziale e a una maggiore dinamicità del non residenziale, nonostante il progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali legati alla casa. Le esportazioni si mantengono sostanzialmente stabili (+0,4%) per oltre 19,3 miliardi di euro. «Il 2025 segna un ritorno alla crescita per la nostra filiera, ma è molto probabile che si tratti di un equilibrio fragile, momentaneo – spiega il presidente di Federlegno –. E non potrebbe essere diversamente, dato il contesto economico e geopolitico così complesso e sottoposto a cambi repentini di scenario che rendono praticamente vana ogni previsione o ragionamento a lungo termine».
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