Crans-Montana: nel Constellation scoperto un vero e proprio arsenale
di Redazione
Lo hanno trovato nella cenere gli investigatori che indagano sul rogo di Capodanno
Tra le ceneri del locale interrato del Constellation, tra i resti della strage, è spuntata una misteriosa borsa blu con un contenuto che ha sorpreso gli investigatori: un arsenale pirotecnico rimasto intatto.
All'interno, in un saccetto di plastica c'erano 6 tubi lanciarazzi 'Thunder King' e 8 petardi 'LUPO P1', che si aggiungono alle oltre 100 fontane pirotecniche inutilizzate, riposte in uno scatolone, che sarebbero servite per quelle coreografie con le bottiglie di champagne e le candele scintillanti che hanno generato il rogo di Capodanno, infiammando il soffitto spugnoso.
Il materiale, repertato dall'Istituto forense di Zurigo che ha esaminato la scena della strage, ha attirato l'attenzione degli inquirenti. Ma per ora ne rimane sconosciuta l'origine, visto che Jacques e Jessica Moretti hanno negato che appartenesse a loro: «Penso che siano stati dei clienti che li hanno portati dentro», ha spiegato Jacques.
Ma non è questo l'unico mistero irrisolto della notte di Capodanno che emerge dalle carte dell'inchiesta. La stessa ideazione di quel particolare modo di servire lo Champagne, in 'stile Constellation', con la bottiglia e la candela pirotencica portate da una cameriera sulle spalle di un collega non è ancora del tutto chiarito. La versione di Jessica è che fosse il personale a decidere tutto. «Sono loro a decidere. A Cyane piaceva fare questi "invii di bottiglia". È un momento festoso. Ci prendono gusto», ha spiegato riferendosi alla cameriera che ha innavertitamente provocato il rogo ed è poi morta poco dopo.
Resta anche da chiarire un fatto avvenuto una settimana dopo l'incidente: una riunione tra il personale impiegato nei tre locali di proprietà dei coniugi Moretti che, secondo l'avvocato Nina Fournier, legale di alcune famiglie delle vittime, sarebbe stato organizzato proprio dai datori di lavoro per "influenzare le deposizioni" di eventuali testimoni. Anche in questo caso l'accusa è stata respinta da Jessica: «Non abbiamo riunito assolutamente nessuno. I dipendenti si sono riuniti tra loro».
E poi la stranezza delle immagini della video sorveglianza della polizia comunale di Crans-Montana cancellate in automatico. Si sono salvate solo quelle registrate a partire dalla mezzanotte del primo gennaio, ma non quelle del 31 dicembre. Una delle questioni che il Comune dovrà forse chiarire agli inquirenti. Il sindaco Nicolas Féraud, che oggi ha parlato per la prima volta dopo le polemiche seguite alla conferenza stampa del 6 gennaio in cui aveva rifiutato le scuse alle vittime del rogo, ha detto di non essere stato ancora sentito dalla procura: «Sono colpevole agli occhi di molta gente. Il pubblico ministero stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia e la affronterò. Umanamente, e senza speculare su quello che dirà la giustizia, sento il peso della responsabilità».
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