Crans-Montana, nasce la fondazione per le vittime: manca il rappresentante italiano
di Redazione
L'iniziativa del governo elvetico è nata per rispondere «all'importante slancio di solidarietà» manifestatosi dopo la tragedia di Capodanno. Per la designazione del delegato italiano «sono in corso le procedure». I pm di Roma pronti a tornare in Svizzera, dopo i nuovi segnali di collaborazione giunti dalla magistratura locale
Annunciata nelle scorse settimane, la fondazione per la raccolta dei fondi destinati alle 41 vittime del rogo del Constellation, a Crans-Montana, è stata istituita ufficialmente dal governo del Cantone del Vallese. La Fondazione Beloved, questo il nome, avrà una dotazione finanziaria iniziale di un milione di franchi, ma ad oggi le promesse di donazioni ammontano a circa 17 milioni di franchi. Sarà presieduta da Doris Leuthard, già presidente della Confederazione elvetica, con un consiglio di amministrazione in cui siederanno, tra gli altri, il rappresentante dei donatori e quelli delle famiglie delle vittime svizzere e francesi. Manca per ora il delegato italiano, di cui «sono attualmente in corso le procedure» di designazione, spiega una nota dell'esecutivo. «La creazione della fondazione - precisa il governo vallesano - risponde all'importante slancio di solidarietà manifestatosi in seguito al dramma e alla necessità di attenuare il più possibile le conseguenze finanziarie per le vittime e le loro famiglie, dato che l'iter giuridico per le questioni di responsabilità richiederà presumibilmente del tempo».
Intanto cresce l'apertura della Svizzera nella collaborazione giudiziaria con Roma. In una mail inviata lunedì a piazzale Clodio dalla Procuratrice generale del Cantone Vallese, Beatrice Piloud, la magistrata elvetica ha reso infatti nota la disponibilità per un nuovo incontro, mettendo a disposizione dei pm italiani tutta l'attività istruttoria svolta sulla vicenda. A marzo, forse già nei primi giorni, il sostituto procuratore Stefano Opilio assieme agli agenti della squadra mobile della Capitale andrà dunque a Sion per selezionare gli atti di indagine utili al procedimento aperto a piazzale Clodio, in cui si ipotizzano i reati di disastro colposo e omicidio colposo. Nella nuova missione, chi indaga stabilirà gli atti di interesse per il fascicolo romano ma spetterà sempre all'autorità svizzera dare il via libera all'invio. Una procedura complessa che richiederà, comunque, alcune settimane per fare arrivare i documenti nel nostro Paese.
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