Commissione d'inchiesta sulle proteste in Nepal del 2025 chiede processo per l'ex premier

Il bilancio degli scontri fu di 76 morti e 2.522 feriti. Sotto accusa anche l’ex ministro dell’Interno e l’ex capo della polizia
March 26, 2026
Una commissione d’inchiesta nepalese ha raccomandato l’avvio di procedimenti penali contro l’ex primo ministro KP Sharma Oli, l’ex ministro dell’Interno Ramesh Lekhak e l’ex capo della polizia Chandra Kuber Khapung per la gestione della repressione delle proteste anticorruzione del settembre 2025.
Nel rapporto – circa 970 pagine, diffuso alla vigilia dell’insediamento del nuovo premier Balendra Shah dopo elezioni anticipate – a Oli viene contestata «negligenza» per non aver impedito le violenze, in particolare le ore di sparatorie della polizia che nel primo giorno causarono almeno 19 morti tra i manifestanti, in gran parte giovani della Generazione Z.
Il bilancio finale degli scontri, durati due giorni e culminati nelle dimissioni di Oli, fu di 76 morti e 2.522 feriti. La commissione attribuisce responsabilità diretta ai vertici politici e della sicurezza, raccomandando azioni anche contro decine di altri funzionari.
Il rapporto non costituisce però un atto d’accusa formale: per arrivare a un processo sono necessarie indagini penali preliminari, che potrebbero richiedere mesi. In caso di incriminazione e condanna, i tre ex dirigenti rischiano fino a 10 anni di carcere.
Spetterà al nuovo governo guidato da Shah decidere se dare seguito alle richieste della commissione d'inchiesta, mentre le famiglie delle vittime continuano a chiedere giustizia.

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