Il Papa in aereo: «Non mi interessa dibattere con Trump, ma solo annunciare il Vangelo e la pace»
di Giacomo Gambassi, inviato sul volo papale
Leone XIV torna a parlare del presidente Usa sul volo papale verso l’Angola. E mettere in guardia da chi legge i suoi interventi in Africa come un botta-e-risposta con il tycoon. «Narrativa non accurata». E cita la sua riflessione a Bamenda contro il “manipolo di tiranni”: «Discorso preparato due settimane fa, ben prima che il presidente diffondesse commenti su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo»

È un errore leggere il viaggio apostolico di Leone XIV in Africa come un dibattito a distanza fra lui e Donald Trump. «Voglio solo continuare ad annunciare il messaggio del Vangelo e a cercare i modi per promuovere la giustizia e la pace nel mondo», spiega il Pontefice ai giornalisti durante il volo papale che dal Camerun lo porta in Angola. Davanti a telecamere e taccuini, senza che ci fossero domande specifiche, il Papa torna a parlare del presidente Usa (e a citarlo) per mettere in guardia da un’interpretazione forviante delle sue parole. Analizzate come un’insistente replica agli attacchi dell’inquilino della Casa Bianca nei suoi confronti. Invece «non mi interessa affatto tutto questo», ossia un botta-e-risposta con il tycoon, dice in modo cristallino Leone XIV. E ripercorre quello che sta succedendo. «Si è diffusa una certa narrativa non del tutto accurata – dice – a causa della situazione politica che si è venuta a creare nel primo giorno del viaggio per le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti sul mio conto. Molto di ciò che è stato scritto non è altro che un commento su commento, per interpretare quanto è stato detto». E cita un esempio: il suo intervento all’incontro per la pace a Bamenda, nella terra della guerra civile in Camerun, dove aveva denunciato un mondo «distrutto da un manipolo di tiranni». «Il discorso – racconta Leone XIV in aereo – era stato preparato due settimane fa, ben prima che il presidente diffondesse i commenti su di me e sul messaggio di pace che sto portando avanti. Eppure, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere di nuovo con il presidente. Cosa che non voglio fare».
«Sono qui in Africa come pastore», precisa il Papa nella sua dichiarazione. E definisce la sosta in Camerun «molto significativa» perché tocca «molti aspetti dell’Africa», come ad esempio «l’ingiusta distribuzione delle ricchezze che riguarda tutto il continente». Poi spiega di essere nel continente per «incoraggiare e accompagnare tutti i cattolici africani». Ma anche per «continuare a incentivare il dialogo fra le religioni, la fraternità, la comprensione reciproca e la costruzione della pace insieme con gli uomini di tutte le fedi». Da qui il riferimento all’incontro con gli imam che ha avuto nella capitale Yaoundé fra le stanze della nunziatura. «Sono molto contento del viaggio», confida il Pontefice. E ringrazia la gente del Camerun per «la meravigliosa accoglienza, il grande entusiasmo e la gioia manifestata. È stato fantastico». Un calore «condiviso» che contagia anche la comunità ecclesiale mostrando «quanto sia meraviglioso vivere il Vangelo e cosa significhi essere seguaci di Gesù Cristo e celebrare insieme la nostra fede».
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