Il Papa: è necessario vivere radicati in Cristo in un tempo assetato di vita autentica

Il Pontefice lo afferma oggi, ricevendo in udienza la “Communio Internationalis Benedictinarum”, organismo che riunisce rappresentanti delle comunità benedettine femminili di tutto il mondo
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September 12, 2026
Il Papa: è necessario vivere radicati in Cristo in un tempo assetato di vita autentica
La «presenza umile e silenziosa», l’«l'offerta quotidiana e nascosta delle vostre vite», «la guida spirituale», la «riflessione teologica» e i «i valori comunitari che vivete e irradiate». Sono queste le caratteristiche della vita delle monache e delle suore benedettine, per le quali il Pontefice ha detto il suo grazie, ricevendo in udienza nel Palazzo Apostolico Vaticano la “Communio Internationalis Benedictinarum”, l’organismo che riunisce rappresentanti delle comunità benedettine femminili di tutto il mondo.
Era stato il suo predecessore Leone XIII a promuovere un organismo maschile «di comunione e di coordinamento» per consolidare i contatti tra i monasteri, ricorda il Papa. Il Decreto Perfectae Caritatis del Concilio Vaticano II avrebbe poi incoraggiato la creazione di conferenze e consigli dei Superiori Maggiori, come mezzi per togliere le piccole comunità dall’isolamento e per spingerle a mettere in comune le diverse potenzialità. Un processo che, tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, ha coinvolto anche le suore e le monache che si rifanno a san Benedetto, fino ad arrivare alla creazione di un organismo che oggi ha venticinque anni di cammino alle spalle. Cammino che Leone XIV definisce «un’opera preziosa» per promuove il «carisma benedettino nel mondo attraverso una sinodalità spirituale che rende l'unicità di ciascuna persona un tesoro per tutti» e nel quale il Papa ritiene «lodevole» l’impegno «attraverso strumenti digitali, per offrire nuove opportunità formative dedicate nello specifico alle monache benedettine».
Il senso è quello di continuare ad essere il «grande segno» e il «dono profetico» di coloro che vogliono essere «sempre più profondamente radicati in Cristo», «per essere la sua testimonianza viva e orante su tutta la terra», spiega il Pontefice. Una missione non solo possibile, ma «specialmente» necessaria «per il nostro tempo, segnato dalla sete di vita autentica, di comunione e di pace», aggiunge. In tempi di crisi, d'altronde, è particolarmente evidente che i monaci radicati in Dio, appaiono come un «albero» che «cresce bene, resistendo alle ingiurie del tempo e portando i ricchi frutti del Vangelo», dice Leone XIV, riprendendo le parole di papa Francesco. Mentre da Paolo VI prende in prestito l’immagine con cui, nella Lettera Apostolica Pacis Nuntius, del 24 ottobre 1964, si additano «san Benedetto e i suoi discepoli come coloro che, attraverso la preghiera, lo studio e il lavoro, “con la croce, il libro e l'aratro”, diffusero la “civiltà e [...] i valori spirituali”», per edificare «tra popoli e nazioni diverse “un'unità che, come afferma Sant'Agostino, è "esempio e modello di bellezza assoluta"».

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