La protezione di Maria, l'impegno del mondo: perché la devozione alla Madonna del Carmine è così attuale

Si celebra domani
la festa della Beata Vergine del Carmelo. Una devozione che riunisce migliaia di fedeli e che insegna ad affidarsi alla Madre di Dio. Ma che richiede anche un impegno concreto nella vita
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July 15, 2026
La processione per la Madonna del Carmine ad Avigliano
La processione per la Madonna del Carmine ad Avigliano
«Imploriamo la Madre e la bellezza del Carmelo affinché ci insegni a vedere l’opera invisibile di Dio e a guardare il mondo dal basso, dagli occhi dei più vulnerabili». È l’invito formulato da padre Desiderio García Martínez, priore generale dell’Ordine carmelitano, nel messaggio a tutta la famiglia carmelitana per la solennità della Madonna del Carmine (che si celebra domani), festa estesa a tutti i fedeli da Benedetto XIII il 24 settembre 1726, tre secoli fa. Riferendosi alla prima enciclica di papa Prevost, Magnifica Humanitas , sulla tutela della dignità della persona nell’era dell’intelligenza artificiale, il religioso sottolinea: «Di fronte al crescente legame tra tecnologia, potere e violenza, ci viene proposta come alternativa una nuova civiltà dell’amore. Papa Leone XIV ci invita a invocare Maria, Madre della vita, che ci guarda con misericordia. Si potrebbero citare molte testimonianze che ci costringerebbero a spogliarci di tutto di fronte alla sofferenza degli innocenti: coloro che fanno i salti mortali per trovare un lavoro e arrivare a fine mese; coloro che emigrano dai loro paesi senza accesso all’istruzione e alla sanità; la guerra, le carestie, l’amore spezzato...».
Proprio la memoria empatica di questi dolori dà il titolo al documento: «Tutte le lacrime arrivano in Cielo». E viene citato a riguardo il biblista carmelitano padre Michele Aiguani, vissuto nel XIV secolo, che definiva la Vergine Maria «una “fortezza inespugnabile”, un rifugio sicuro dove ripararsi quando sentiamo che la vita è minacciata dalla morte». Inoltre padre García Martínez ricorda «il 775° anniversario – secondo la tradizione carmelitana – della consegna del Santo Scapolare a san Simone Stock. Non è un amuleto che ci assicura la salvezza, ma un sacramentale che ci ricorda la responsabilità di indossare l’abito battesimale. Maria ci insegna con sollecitudine a rivestirci di questa “armatura”», come la chiama la Regola impregnata del carisma mariano vissuto anche dalle contemplative. Come gli abiti mostrano al mondo la nostra identità, così lo scapolare è il segno di una fede visibile, vissuta nel mondo.
Sono tanti i luoghi dedicati a questo carisma e a questa devozione, che saranno in festa domani. Nel monastero “Regina Carmeli” delle carmelitane scalze che sorge sul monte San Quirico a Lucca (www.carmelitanescalzelucca.com), la comunità di 13 monache definisce la Vergine «Maestra della preghiera, Signora del quotidiano, Sorella nel cammino della fede. Ancora Le chiediamo di sostenere le nostre braccia, spesso stanche, di infondere in tutti quella speranza che nasce dal sentirci profondamente amati e custoditi». Nella novena in preparazione alla solennità del 16 luglio – giorno in cui celebreranno i secondi Vespri alle 17.30 e a seguire la Messa, con i successivi saluti in parlatorio –, portano «tutte le situazioni che hanno bisogno di speranza e di luce, della presenza del Risorto».
Invece a Biella il monastero Mater Carmeli (www.carmelitanebiella.it), «un’oasi di sosta per ritemprare lo spirito nei momenti pesanti e caldi della vita», si rivolge con un messaggio ai fedeli: «Con voi bussiamo al cuore di Maria per chiederle il dono di cuori sereni e luminosi e per accendere in noi una viva speranza di pace. Ci guidi a tradurre tale speranza in realtà e a concretizzare nel quotidiano gesti di amore e di solidarietà. Il suo Scapolare è segno di protezione, carezza affettuosa di una Madre che consola, sguardo comprensivo che dona sostegno, abito di festa da indossare con rinnovato slancio sentendosi amati da Dio e risanati dalla Sua misericordia». Alle 11.40 Ora sesta e preghiera di supplica alla Madonna del Carmelo, mentre alle 18.30 il vescovo Roberto Farinella presiederà la celebrazione eucaristica nel monastero.
La Vergine del Carmine è molto venerata con questo titolo non solo dalla famiglia carmelitana formata da religiosi, religiose e terziari, ma anche in tante parrocchie a lei intitolate in tutta Italia. Ad Avigliano, nell’arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, la comunità si è preparata alla festa con una novena scandita da meditazioni sulla spiritualità carmelitana nella vita dei santi. Da 330 anni si venera la Madonna che protesse la cittadina da un violento terremoto e sono tanti i segni di devozione: la sera del 15 luglio avviene la vestizione della statua, seguita da una processione per le vie del paese. Il 16 la giornata comincia alle 6 con la Messa alla chiesa dell’Annunziata presieduta dal parroco don Domenico Lorusso, a cui segue la benedizione dei cinti, particolari costruzioni di ceri che accompagnano la Madonna in processione per 8 chilometri fino al santuario diocesano a lei dedicato a oltre 1.200 metri, dove alle 11 l’arcivescovo metropolita Davide Carbonaro presiederà la Messa.

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