Abusi, primo incontro tra Vaticano e attivisti "Ending clergy abuse"

Su spinta di Leone XIV ieri e oggi si è tenuta la prima riunione in presenza, a Roma, tra la Pontificia Commissione per la tutela dei minori e l'associazione che riunisce vittime di abuso in tutto il mondo.
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June 16, 2026
Abusi, primo incontro tra Vaticano e attivisti "Ending clergy abuse"
Leone XIV durante la preghiera dell'Angelus dal Palazzo Apostolico, 16 giugno 2026 - (Vatican Media)
Primo incontro in presenza, a Roma, tra la Pontificia Commissione per la tutela dei minori e l’organizzazione statunitense Ending Clergy Abuse (Eca), su spinta di papa Leone XIV. Il dialogo, avviato con i lavori del 15 e 16 giugno, punta a costruire una relazione strutturata tra l’organismo vaticano, il cui nuovo Statuto è stato approvato dal Papa tre giorni fa, e l’associazione internazionale per i diritti umani, attiva in 14 Paesi dei cinque continenti. La due giorni si è svolta a Palazzo Maffei e il programma, dal titolo “Rome Safeguarding Dialogues”, ha riunito rappresentanti della Commissione e portavoce delle vittime e dei sopravvissuti «in uno spirito di ascolto, responsabilità e collaborazione», hanno spiegato in una nota congiunta. Al centro dei lavori la condivisione dell’impegno per la tutela dei minori, il coinvolgimento delle vittime e dei sopravvissuti e il rafforzamento delle misure di protezione all’interno della Chiesa cattolica.
L’incontro era stato proposto proprio da Leone XIV, dopo l’udienza avuta con il Collegio direttivo di Eca nell’ottobre 2025, a cui avevano preso parte anche attivisti e persone vittime di abusi. Il presidente della Commissione, l’arcivescovo Thibault Verny, ha aperto i lavori dell’incontro «ribadendo il dovere della Chiesa di ascoltare le vittime e i sopravvissuti» e «sottolineando che tale ascolto deve tradursi in un impegno concreto per risultare credibile». Gemma Hickey, presidente del Consiglio di Eca, «ha invitato a coltivare uno spirito di curiosità, gentilezza e speranza, evidenziando la responsabilità condivisa di proteggere i bambini e le persone in situazione di vulnerabilità dagli abusi all’interno della Chiesa».
Le discussioni, come si legge ancora nella nota della Commissione e di Eca, si sono concentrate «sui diritti delle vittime, sulla responsabilità delle istituzioni, sulla giustizia e sui principi obbligatori di tutela fondati sull’esperienza diretta delle persone coinvolte». I partecipanti hanno esaminato come le testimonianze di vittime e sopravvissuti «possano contribuire in modo più efficace alla definizione delle politiche, delle procedure di segnalazione e delle prassi operative, rafforzando al tempo stesso una cultura della trasparenza e della responsabilità nelle strutture ecclesiali».
Eca, inoltre, ha chiesto l’adozione di una normativa canonica universale sulla tolleranza zero nei confronti degli abusi del clero, modellata sulle norme già approvate dalla Santa Sede e vigenti negli Stati Uniti. La proposta punta a introdurre «standard chiari, meccanismi di responsabilità e la rimozione permanente dal ministero del personale ecclesiastico quando un abuso sia stato ammesso o accertato al termine di un procedimento conforme al diritto canonico». I partecipanti hanno inoltre affrontato la necessità di estendere la tutela oltre i minori, includendo tutte le persone in situazione di vulnerabilità, «tra cui religiose, sacerdoti, seminaristi e membri dei movimenti laicali». Tra le principali difficoltà emerse figurano «gli ostacoli culturali, l’applicazione disomogenea delle misure e la scarsità di risorse in diverse aree del mondo».
L’incontro, si legge infine nel comunicato, «si è concluso con un impegno condiviso a proseguire la cooperazione, a mantenere un approccio centrato sulle vittime e sui sopravvissuti e a promuovere azioni concrete per costruire una Chiesa più sicura in tutto il mondo».

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