Bologna a 30 all'ora: il Tar dà ragione ai tassisti e annulla la misura. Il sindaco: andiamo avanti
di Redazione
Accolto il ricorso dei taxisti che lamentavano la diminuzione dei guadagni
Il Tar dell'Emilia-Romagna ha accolto il ricorso dei tassisti e ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Bologna ha istituito la “Città 30”. In particolare viene annullato il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30 chilometri orari, fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l'Amministrazione intenderà adottare.
I tassisti - spiega la sentenza del Tar - «lamentavano il fatto che l'imposizione generalizzata del limite dei trenta chilometri orari avrebbe comportato tempi di percorrenza quasi doppi, con la conseguente riduzione del numero delle chiamate a cui rispondere e notevole contrazione del guadagno, per buona parte legato alla quota fissa richiesta per ogni corsa che va dai 3,40 euro ai 6,10 euro o addirittura 11,00 euro dall'aeroporto». I ricorrenti «lamentavano, dunque, la lesione della chance di effettuare più corse rispetto a quelle possibili in presenza del limite di 50 km/h, integrante un danno emergente consistente nell'ingiusta privazione di un interesse meritevole di tutela».
Bologna “Città 30” è un provvedimento in vigore esattamente da due anni, dal 16 gennaio 2024 dopo una fase sperimentale. Il principio (su cui si fonda il ricorso dei tassisti che il Tar ha accolto) è quello di un inasprimento del limite previsto del codice della strada: ovvero tutte le strade hanno il limite di 30 all'ora ad eccezione di quelle ad alto scorrimento dove il limite resta di 50. Il Tar ha contestato proprio questo punto, che era stato anche al centro del violentissimo scontro fra il sindaco di Bologna, Matteo Lepore e il ministro dei trasporti Matteo Salvini al momento della sua introduzione: ovvero ha disposto che il limite di 30 deve essere disposto strada per strada e non generalizzato.
Secondo i dati del Comune di Bologna, nel primo anno la “Città 30” ha prodotto una diminuzione di circa il 13% degli incidenti totali, una riduzione del 50% dei morti, dell'11% di persone ferite e del 10% di incidenti con feriti.
Pochi giorni fa, anche Roma ha deciso di limitare a 30 all'ora la velocità nel centro storico per aumentare la sicurezza in una città che nel 2025 ha registrato 124 morti sulle strade e oltre 30mila incidenti. Oltre alla zona Ztl-Centro storico, nei piani del Campidoglio altre mille strade di Roma saranno portate a 30 chilometri orari. Tra gli altri interventi che come obiettivo hanno la riduzione della velocità, sono previsti cinque nuovi autovelox sulla via Cristoforo Colombo, oltre a quelli già attivi su Tangenziale e viale Isacco Newton che nei primi giorni hanno segnalato 1.500 violazioni al giorno.
«La sentenza del Tar pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere, ma conferma una cosa importante: la funzione pianificatoria del Comune sui limiti di velocità. La Città 30 quindi andrà avanti». Lo dichiara il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. «Le vittime della strada e i loro familiari ce lo chiedono e noi siamo con loro, con l'obiettivo che abbiamo sempre avuto e rivendicato: salvare vite sulla strada, ridurre e prevenire gli incidenti e in questi due anni abbiamo dimostrato che e' possibile. Il centro destra invece di collaborare sulla sicurezza stradale ha fatto di tutto per boicottare il nostro provvedimento. Ringraziamo le associazioni dei familiari delle vittime della strada, gli attivisti, le città che stanno adottando questa misura, i tanti parlamentari e le forze politiche che sono al nostro fianco in questa battaglia», ha concluso.
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