Trump-Meloni agli stracci. La premier risponde ancora al tycoon: che cosa è successo

Nuovo affondo in 24 ore. Il leader Usa insiste: «È in calo e vuole tornare mia amica. No, grazie». Lei replica: «Pensa a te. Starti vicina non mi ha aiutata». Salvini: «Da Donald toni sgradevoli»
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June 20, 2026
Trump-Meloni agli stracci. La premier risponde ancora al tycoon: che cosa è successo
Giorgia Meloni e Donald Trump in un incontro del dicembre 2024 a Parigi / Ansa
Ormai volano gli stracci. Il gelo tra la Casa Bianca e Palazzo Chigi è diventato polare. Nuovo botta e risposta - il secondo in poco più di ventiquattr’ore - tra il presidente Donald Trump e la premier Giorgia Meloni. «Lei è in calo e vuole tornare mia amica. No, grazie», ha tuonato ieri il leader Usa. «Pensa alla tua di popolarità, starti vicina non mi ha aiutata», ha replicato la presidente del Consiglio. Che nuovamente è stata raggiunta dalla solidarietà del vicepremier Matteo Salvini, il quale ha definito «gratuite, inutili e sgradevoli» le parole di Trump. Mentre il leader pentastellato, Giuseppe Conte, le ha bollate come «un richiamo all’ordine a chi ha sempre obbedito».
La nuova puntata della lite è iniziata all’ora di pranzo. In Italia sono quasi le 14 quando il tycoon, non pago della frecciata durissima andata in onda su La7 venerdì, decide di rincarare la dose. E di sferrare un altro attacco in direzione di quella che una volta definiva «una donna fantastica». Il tempo su Washington, soprattutto in questi ultimi tempi, è diventato piuttosto variabile. E così eccolo, il secondo fulmine, stavolta a cielo tutt’altro che sereno, che “atterra” in piazza Colonna. Il terzo, considerando anche quello di metà aprile, quando apostrofò la premier come «inaccettabile».
«Il primo ministro italiano, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi “numeri. No, grazie», scrive il tycoon sul suo social Truth, storpiando (per sbaglio?) il nome di Meloni in «Gigiorgia», che ricorda il «Giuseppi» usato nel 2019 per Conte. E ancora: «Mi ha chiesto ripetutamente di farsi una foto con me durante il vertice del G7 in Francia», aggiunge, tenendo il punto sulle accuse del giorno precedente, definite da Meloni «frasi inventate». «La sua popolarità in Italia - rimarca Trump - è in calo, forse perché ha voltato le spalle agli Stati Uniti - un Paese che ama e protegge davvero l’Italia - rifiutandosi di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare armi nucleari (cosa che, peraltro, ha fatto anche la Nato!)». Poi, torna a pungere sul suo pallino più grande, il vero motivo della rottura con l’Italia. E non solo. «Non ci ha nemmeno concesso di utilizzare le piste di atterraggio o di decollo italiane, causando un notevole disagio logistico, nonostante gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno alla difesa dell’Italia e degli altri “cosiddetti” alleati della Nato», scrive ancora Trump, riferendosi al “no” arrivato dall’Italia per l’utilizzo della base di Sigonella.
Ma i parafulmini di Palazzo Chigi reagiscono bene per la seconda volta di fila. Non tarda ad arrivare la controffensiva della premier, che risponde di nuovo per le rime. In un post su Instagram, rivolgendosi direttamente a Trump, Meloni scrive: «Questi continui e gratuiti attacchi sono privi di senso. Quanto alla mia popolarità, esserti amica non mi ha certamente aiutata. Né dipende dal mio rapporto con te, ma dalla mia capacità di difendere l'interesse nazionale italiano ed è esattamente quello che ho sempre fatto». Anche, precisa, riguardo alle basi militari americane in Italia: «Il loro utilizzo è regolato da accordi che abbiamo sempre rispettato e che non possono essere violati finché sarò presidente del Consiglio». Perché «l'Italia è ancora una Nazione sovrana. In ogni caso, la mia popolarità non ti riguarda. Ti suggerirei di concentrarti sulla tua». Infine, chiude promettendo che non tornerà più sull’argomento, anche davanti a nuovi attacchi verbali, perché crede «nell’unità dell’Occidente» e non ritiene che «questo sia uno spettacolo all’altezza del nostro compito». E se non è sicuro che il tycoon sia della stessa idea, sembra tramontata l'ipotesi di un forfait dei ministri italiani alla festa dell’ambasciata Usa per l’indipendenza americana, in programma il 2 luglio a Roma. Marcia indietro: con ogni probabilità ci saranno. Stop ad altri strappi diplomatici, è il diktat di Palazzo Chigi. E infatti Salvini aveva lasciato una porta aperta: «Faccio l’agenda settimana per settimana», ha detto, precisando che non si è pentito del suo sostegno a Trump. E ha aggiunto: «Voglio avere buoni rapporti con tutti». Quelli tra il tycoon e la premier, invece, sembrano essersi ormai frantumati. Lo pensa pure Paolo Zampolli, l’inviato speciale di Trump: «È una rottura». Certi amori fanno dei giri immensi. Ma non ritornano.

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