Sos clima: alle isole Svalbard temperature fino a 12 °C sopra la norma

Il cambiamento climatico sta investendo non solo l'atmosfera ma anche l'oceano, con acque superficiali del fiordo superiori di circa 3°C
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September 14, 2026
Sos clima: alle isole Svalbard temperature fino a 12 °C sopra la norma
L'oceano artico lungo le coste delle Svalbard, in Norvegia / REUTERS
Temperature atmosferiche fino a 12° C sopra la norma nell'aprile 2026, acque superficiali del fiordo con valori superiori di circa 3° C rispetto a quelli attesi per il periodo, riduzione del ghiaccio marino e progressiva sostituzione di quello pluriennale con ghiaccio più giovane e vulnerabile. Sono alcuni dei segnali di un cambiamento che alle Svalbard, l'arcipelago norvegese, sta investendo contemporaneamente atmosfera, oceano, criosfera e biosfera. A registrarli sono i ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche, Cnr, impegnati nelle attività della stazione "Dirigibile Italia" di Ny-Alesund, che con l'autunno entra in una nuova fase di ricerca e monitoraggio. Le serie di lungo periodo indicano inoltre un aumento della temperatura media atmosferica passato da 1,1° C ogni dieci anni a 1,35° C per decennio tra il 1993 e il 2011 e un aumento di 1° C in dieci anni delle acque del Kongsfjorden, sempre più influenzate dall'ingresso di masse d'acqua atlantiche.  
La base italiana é operativa dal maggio 1997. Intitolata al dirigibile con cui Umberto Nobile partiì da Ny-Alesund per la sua seconda spedizione polare, in quasi trent'anni é diventata un'infrastruttura per la ricerca italiana e internazionale nell'Artico. Ogni anno supporta più di 30 progetti e circa 50 missioni, con il coinvolgimento di un centinaio di ricercatori e tecnici. Dal 2020 la gestione è affidata all'Istituto di Scienze Polari del Cnr, Cnr-Isp. Il valore scientifico della stazione é legato soprattutto alla continuità delle osservazioni. Le attività comprendono il monitoraggio dell'atmosfera e del permafrost, lo studio degli ecosistemi della tundra e le ricerche oceanografiche, permettendo di costruire serie temporali utilizzate per seguire trasformazioni che oggi interessano simultaneamente componenti diverse del sistema artico. Tra le principali infrastrutture c'è la Amundsen-Nobile Climate Change Tower, CCT, inaugurata nel 2009. La torre, alta 34 metri, misura continuamente temperatura, umidità, vento, radiazione solare e scambi di energia tra atmosfera e superficie, consentendo di studiare le interazioni tra aria, oceano, ghiaccio e suolo. Il laboratorio Gruvebadet é invece dedicato allo studio degli aerosol e della composizione chimica dell'atmosfera artica. Qui vengono analizzati particelle sospese, contaminanti e masse d'aria e aerosol trasportati verso l'Artico anche dalle medie latitudini. «Le osservazioni e le misure continue di lungo periodo di queste infrastrutture costituiscono un patrimonio essenziale per distinguere la variabilità naturale dai cambiamenti di origine antropica che stanno modificando l'Artico», spiega Mauro Mazzola, ricercatore del Cnr-Isp e station manager di "Dirigibile Italia".  
Secondo Mazzola, le serie disponibili indicano «un aumento di temperatura media da 1,1° C ogni 10 anni a 1,35° C per decennio tra 1993 e 2011, con l'aumento massimo registrato nella stagione estiva». Parallelamente, aggiunge, é stato registrato «l'aumento della temperatura di 1° C in 10 anni delle acque del Kongsfjorden, o Baia del Re, sempre più influenzate dalle masse d'acqua atlantiche». È uno dei segnali della cosiddetta atlantificazione dell'Artico, il crescente ingresso e l'influenza delle acque atlantiche nell'ambiente artico. Un'anomalia particolarmente marcata é stata osservata nell'aprile di quest'anno quando è stata registrata una temperatura fino a 12° C superiori alla norma. Il caldo ha provocato una fusione rapida e anticipata della neve sulla terraferma e l'attivazione precoce dei processi di fusione sui ghiacciai e nelle zone costiere, con la formazione di torrenti e canali superficiali di acqua di fusione.  

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