Si getta dal balcone con i figli, le parole del vescovo: riconoscere il dolore nascosto

La donna è morta con due maschietti di 4 mesi e 4 anni, la bimba di 6 anni è gravissima. Il marito, accorso in strada, ha provato a rianimare i bambini
April 22, 2026
Si getta dal balcone con i figli, le parole del vescovo: riconoscere il dolore nascosto
Un mazzo di fiori sul luogo a Catanzaro dove una donna si è gettata dal balcone con i tre figli, 22 aprile 2026.ANSA/LUANA COSTA
Una tragedia che lascia senza parole, quella avvenuta nella notte a Catanzaro. Una donna di 46 anni, A.D., si è lanciata dal terzo piano di uno stabile insieme ai suoi tre figli piccoli. La madre e i due maschietti di 4 mesi e 4 anni, Nicola e Giuseppe, sono morti sul colpo, la terza figlia, Maria Luce, 6 anni, è stata ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell'ospedale del capoluogo calabrese e più tardi trasferita a Genova. La tragedia è avvenuta in un quartiere dell'immediata periferia della città. Sul posto sono intervenuti la Polizia di Stato, il personale del 118 e della Medicina legale dell'Università "Magna Grecia" e il pm di turno, Graziella Viscomi, che coordina le indagini. Secondo le prime ricostruzioni della Polizia, la donna soffriva di lievi disturbi psichici, ma nulla aveva fatto presagire un epilogo tragico. La 46enne viene descritta dai vicini come una persona tranquilla, schiva e molto credente. Al momento della tragedia in casa c'era il marito della donna: si sarebbe accorto di quanto accaduto solo dopo, svegliandosi per i rumori. Sceso in strada - dove è stato poi raggiunto dai vicini - ha provato a rianimare i bambini prima dell'arrivo del 118.
«Davanti a una tragedia così grande non possiamo restare indifferenti. Siamo chiamati a custodire chi soffre, a riconoscere il dolore nascosto che abita tante vite e a costruire comunità capaci di ascolto, vicinanza e amore»: le parole dell'arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago, chiamano alla responsabilità di ciascuno. «In queste ore di smarrimento e di dolore», il pensiero dell'arcivescovo oltre che alla tre vittime, «va anche alla bambina sopravvissuta, che lotta per la vita, perché il Signore le doni forza, speranza e sostegno attraverso le cure dei medici e la vicinanza di quanti le vogliono bene». Mons. Maniago, infine, «esprime la sua vicinanza paterna al marito, ai familiari e a tutta la comunità, invitando tutti a unirsi nel silenzio e nella preghiera. È un tempo in cui affidare al Signore il dolore che ci attraversa e stringersi gli uni agli altri nella speranza».
Al vaglio degli inquirenti le motivazioni e la dinamica del drammatico gesto della donna, che secondo quanto scrive la Procura di Catanzaro, già in passato «aveva manifestato disagio di natura psichiatrica». Si guardano i filmati delle telecamere di sorveglianza, mentre il Comune ha deciso di proclamare il lutto cittadino quando si svolgeranno i funerali.
Grande dolore si respira nel quartiere in cui viveva la donna. «Non mi spiego il perché. Non ho nessuna risposta. Posso solo pregare», commenta commossa una residente di  via Zanotti Bianco, una zona residenziale non lontana dal centro della città: qui al numero civico 13 abitava con la sua famiglia A.D.,di professione operatrice socio sanitaria in una clinica della zona. La comunità del quartiere si è stretta al parroco, don Vincenzo Zoccali, che ha celebrato il Rosario per le vittime e per stasera ha organizzato una veglia di preghiera.

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