sabato 21 ottobre 2017
L'appello dal Festival di Modena: basta bufale e pregiudizi. Internet fonte di notizie tossiche, per i tg gli stranieri sono cronaca nera. L’arcivescovo Castellucci: ristabilire la verità
Migranti, basta alla rete dell'odio

Persino l’arcivescovo di Modena, Erio Castellucci, è stato vittima di una fake news: sull’accoglienza dei migranti. «Una notizia falsa che è girata in rete e che parlava di oltre 8 milioni di euro per la diocesi di Modena per accogliere i profughi. E anche a me è capitato, dopo aver smentito, di essere oggetto di messaggi denigratori. È importante ristabilire la verità, per evitare che le notizie inventate prendano il sopravvento». Il contrasto alle bufale che stanno avvelenando la rete e le coscienze è il tema che ha aperto la seconda edizione del Festival delle migrazioni in programma a Modena fino a domani e organizzato dalle istituzioni cittadine, da diocesi e Fondazione Migrantes. E per don Gianni De Robertis, da qualche settimana direttore della fondazione della Cei che segue immigrati ed emigranti, una delle strade da percorrere l’ha indicata papa Francesco.

«Il Papa ha indicato tre reti nelle quali i migranti rischiano di cadere e che occorre spezzare: la prima è la guerra, la persecuzione, la fame, da cui fuggono. La seconda sono le grinfie dei trafficanti di persone, la terza è quella dello sfruttamento, ma prima ancora quella del disprezzo. E a tessere questa rete del disprezzo contribuiscono non poco i nostri media. Guardare le persone negli occhi, dare volto e carne alle storie: così si combatte disprezzo e odio». De Robertis ha fornito alcuni dati: «Se la comunicazione sui migranti è diventata un fatto quotidiano, essi però quasi sempre restano senza voce.

Nei nostri telegiornali immigrati, migranti e rifugiati hanno voce solo nel 3% dei servizi. Il rischio allora è l’indifferenza, perdere il senso della pena e del dolore ma non la paura, abituarci al male. La comunicazione – ha concluso – non solo rispetti i protocolli deontologici, ma nasca da un incontro con i migranti. È questo che fa la differenza». E se per l’ex presidente della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, Giovanni Rossi ha parlato della Carta di Roma che è lo strumento dei professionisti per affrontare con dignità e rispetto della persona scegliendo le parole più adatte per il tema migratorio, tutto va di nuovo a infrangersi sulla bolla della rete che amplifica balle e sfugge ai controlli.

Ma la sfida la raccoglie uno dei maggiori esperti italiani di mass media, il Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Mario Morcellini secondo cui «la comunicazione deve essere corretta: meno del 20% della popolazione italiana conosce la percentuale di immigrati che vivono nel nostro Paese, la maggioranza sopravvaluta questo fenomeno». La rete si sta rivelando fonte di notizie tossiche perché alimenta la paura anziché raccontare la realtà.

Mentre anche i media tradizionali usano per l’immigrazione il linguaggio della cronaca nera e solo nel 3% dei casi i migranti sono protagonisti. Ma per Bruno Mastroianni di 'Parole O_Stili', cerchiamo sempre conferma a ciò che già pensiamo e il web ci rassicura in questo. «Guardare in faccia la realtà, però, permette di agire, mentre la paura fa scattare meccanismi di difesa». Allora al web del disprezzo si contrappone la rete che trasmette instancabilmente informazioni esatte, che contrasta puntualmente le bugie e chiede ai moderatori di fermate gli 'odiatori'. Non bisogna farsi intimidire, come conferma Paula Baudet Vivanco dell’associazione stampa interculturale.

«La legge sulla cittadinanza di cui si parla va spiegata bene, vi sono rappresentazioni errate: parlare di questo e mettere una foto di barconi confonde perché la nuova legge non riguarda i profughi. Il 60% dei figli di immigrati è nato in Italia: sono gli italiani senza cittadinanza». E soffrono quando leggono sulla rete i commenti di chi vorrebbe cacciarli. Una mattinata scomoda che qualcuno a Modena ha ritenuto di intimorire con un manifesto del Veneto fronte skinhead con le solite farneticanti accuse. Ma non ci è riuscito.

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