Mompeo, nella Sabina c'è un borgo che scommette sull'accoglienza e il turismo slow
Cinquecento abitanti, vecchi e nuovi. Con i fondi del Pnrr promosse azioni di rigenerazione urbana attraverso progetti culturali e artistici. La sindaca: il modo migliore per difendere il territorio è mantenere attiva e produttiva la sua comunità

Mompeo, 500 persone nel silenzio della Sabina, in provincia di Rieti. Un borgo di nuovi e vecchi abitanti. Chi arriva dalla città per cercare aria, natura e una comunità che parla, ascolta e condivide; chi è nato qui e ricorda i racconti di una vita semplice che ha visto cambiare il mondo e non si è tirato indietro, ha partecipato come ha potuto, a volte è andato e magari è tornato. Chi arriva a Mompeo capisce subito che quello che tiene tutto insieme non è solo il castello Orsini Naro, origini medievali e belle addizioni secentesche, affacciato al centro del borgo su una piazza di pietre chiare, ma il suo capitale umano. Un borgo fragile - il 36% della popolazione sopra i 65 anni - che dal 2021 dopo trent’anni di spopolamento, ha ricominciato a crescere. E ora punta su una rigenerazione virtuosa, fra arte e cultura, che possa caratterizzarlo come meta di un turismo sostenibile e slow. Intorno a Mompeo è sopravvissuta una natura pressoché intatta dominata dalla bellezza delle gole del Farfa, dagli uliveti; ma sono soprattutto le reti di vicinato, l’associazionismo, la cura di prossimità ad attrarre gli ultimi arrivati, un capitale sociale che questo piccolo centro ha difeso con determinazione e che è diventato nel 2022 la chiave di accesso ai fondi del Pnrr “Attrattività dei Borghi”. Quasi un milione e 600 mila euro per il progetto "MoMAc: Mompeo un modello di accoglienza" fortemente voluto dalla sindaca Michela Cortegiani per attrarre nuove forze e contrastare lo spopolamento, accompagnata in questa avventura dal consiglio comunale e dall’assessora alla cultura Maria Angela Falà.









Fuori dalle rotte del turismo di massa, Mompeo ha concentrato tredici linee di intervento proprio nella salvaguardia attiva della comunità con il recupero e il potenziamento di spazi pubblici da destinare alla partecipazione collettiva, ad azioni per la cultura (potenziando anche appuntamenti come “il Borgo del Fumetto” o il “Mompeo Short Film festival” o residenze d’artista come per il fotografo belga Antoine Horenbeek, che ha realizzato un racconto per immagini che attraversa paesaggi, dettagli architettonici e persone del borgo, offrendo uno sguardo intimo e contemporaneo sul borgo), la formazione, l’internazionalizzazione, per attrarre un turismo amante della natura inaugurando anche una via ferrata unica nel Lazio alle Gole del Farfa. “Il modo migliore per difendere il territorio – ha detto la sindaca Cortegiani - è mantenere attiva e produttiva la sua comunità. Mompeo resiste al dissipamento del capitale naturale e sociale che sta distruggendo città, centri d’arte, borghi e la loro diversità”. Nelle scorse settimane una festa finale ha chiuso il progetto per guardare al domani. Sotto lo slogan “Mompeo accoglie il futuro”. Possibile anche per i piccoli borghi dell’Italia “minore”.
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