“Un gancio da Dio”: all'oratorio i corsi di boxe per ragazzi (ma le ragazze sono di più)

di Annamaria Braccini, Milano
A Rozzano don Luigi Scarlino ha dato vita a lezioni di pugilato. E dopo l’allenamento si riflette sulla vita e sulla fede
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August 3, 2026
“Un gancio da Dio”: all'oratorio i corsi di boxe per ragazzi (ma le ragazze sono di più)
Il pugilato entra in oratorio: un momento di un allenamento a Rozzano
«U n gancio da Dio». Basterebbe anche solo il titolo per dire quanto il progetto lanciato dalla pastorale giovanile della Comunità pastorale “Discepoli di Emmaus” di Rozzano, periferia non facile di Milano, sia innovativo e di grande impatto psicologico (e fisico). «Dei tre movimenti base della boxe - il diretto che rappresenta la direzione, va al bersaglio e simboleggia per noi la coerenza della disciplina; il montante che è il colpo che parte dal basso verso l’alto indicando, così, la rinascita; il gancio che rappresenta il cambiamento che arriva quando meno te l’aspetti. Significa, insomma, le svolte della vita, le prove e le opportunità che costringono a crescere. Inoltre, pochi sanno che la boxe è l’unico sport presente sia nel primo che nel secondo Testamento». A dire così è don Luigi Scarlino, responsabile della Pastorale giovanile della Comunità pastorale, referente per il decanato “Rozzano” e anima dell’iniziativa che, tramite questo nobile e antichissimo sport, crea aggregazione ed educazione partendo dall’oratorio.
Proponete solo sport o anche altro?
Molto altro. Infatti oggi - osserva don Scarlino, prete ambrosiano dal 2020 -, di fronte alla religione che pare un concetto in crisi, mentre una sorta di vaga spiritualità sembra essere molto di moda anche tra i giovani, la nostra proposta è sportiva, ma soprattutto educativa e, vorrei dire, catechetica per il riferimento costante a Dio. Specie in zone come Rozzano, si tratta di far entrare in oratorio coloro che stanno fuori, per le strade delle nostre periferie, portando con sé fragilità, ma talvolta anche tanta rabbia. Io li chiamo in oratorio non con un invito a fare la festa di animatori, ma a fare la boxe e i ragazzi rimangono affascinati.
Una bella scommessa…
Sì, anche perché dopo gli allenamenti ci si ferma mezz’ora a riflettere su quello che abbiamo fatto, trasportandolo nella vita di ogni giorno per i ragazzi e le ragazze. Queste ultime sono ben il 60% del totale: in tutto si tratta di giovani che frequentano le scuole medie superiori di I e II grado, quindi dai 12 anni ai 18-19enni. Abbiamo due gruppi divisi proprio per età. Il progetto si è concretizzato all’inizio di ottobre 2025 con circa 60 partecipanti. La giornata scelta è stata il giovedì, prima con il turno dei più piccoli di un’ora e, a seguire, gli altri impegnati per 130 minuti, considerando sempre anche i 30 minuti di catechesi. Grazie alla collaborazione con la Federazione italiana pugilato, con cui abbiamo collaborato fin dal principio, abbiamo potuto contare su allenatori professionisti che nella boxe si chiamano maestri.
Per l’anno 2026\2027 avete già qualcosa in programma?
Certamente. Vogliamo continuare con un’ora e 30 a settimana per le medie, e tre ore con i più grandi. Abbiamo potuto accedere al decreto Caivano Bis e quando l’attuale governo ha deciso di stanziare 18 milioni di euro a Rozzano (unica città del nord coinvolta), il Commissario grazie anche al sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia, Federica Picchi, alla condivisione con la Curia e il Csi Milano, ha scelto l’idea di creare una palestra in oratorio gestita dall’oratorio proprio partendo dal progetto sulla boxe. A settembre partono i lavori per la palestra che sarà anche una sala di dialogo e di incontro. Per noi è una grande soddisfazione.

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