Investito in bici nel Reggiano, muore 19enne. A Cagliari due giovani arrestati per aver speronato una famiglia
Nella notte a Brescello una Passat ha investito due giovani: uno è morto, ferito l'amico 18enne. Follia in Sardegna: due fermati per aver fatto ribaltare l'auto di una famiglia. Sono accusati di tentato omicidio

Un 19enne è morto nella notte, intorno alle 3.30, lungo la Strada Provinciale 62 'Cisa', a Brescello, nel Reggiano. All'altezza della concessionaria Auto Zatti, per cause ancora da accertare, una Volkswagen Passat ha investito lui e l'amico, che viaggiavano a bordo di due biciclette. L'impatto è stato fatale al 19enne, originario e residente a Pontedera, nel Pisano. Nonostante i tentativi di rianimazione compiuti dai sanitari del 118, intervenuti sul posto, le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi. Il secondo giovane, un ragazzo di 18 anni anch'esso originario e residente a Pontedera, è rimasto ferito. Al momento dei soccorsi era cosciente ed è stato trasportato d'urgenza al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Parma. Alla guida dell'auto un uomo di 43 anni, originario di Napoli e residente a Sorbolo Mezzani, nel Parmense. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Cadelbosco sopra Crostolo per effettuare i rilievi di legge e gestire la viabilità. I veicoli coinvolti nel sinistro sono stati posti sotto sequestro e rimossi dal soccorso stradale. Gli accertamenti da parte dei Carabinieri sono tuttora in corso per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto.
Da Cagliari arrivano invece cronache di ordinaria follia. La polizia ha arrestato due giovani che un mese e mezzo fa si sono resi protagonisti di un inseguimento ai danni di una famiglia. Un'azione che poteva finire in tragedia, visto che l'auto presa di mira si è ribaltata. L'accusa infatti è pesantissima: tentato omicidio plurimo aggravato. L'episodio si è verificato nella notte del 27 aprile scorso: all'esterno di un noto locale notturno del litorale cagliaritano, dove un uomo era andato insieme alla moglie per prelevare i due figli e una loro coetanea al termine della serata, per ragioni del tutto futili, il gruppo sarebbe stato avvicinato dagli indagati che, in evidente stato di alterazione psicofisica, hanno dapprima aggredito fisicamente il padre di famiglia per poi trasformare l'episodio in una vera e propria caccia all'uomo. Nel tentativo di sottrarsi all'aggressione e mettere in salvo i propri familiari, l'uomo si è allontanato a bordo della propria auto insieme alla moglie, ai due figli e all'amica di questi ultimi. Gli indagati hanno iniziato ad inseguire il veicolo, dando vita a una pericolosa corsa lungo il litorale cittadino. Durante l'inseguimento i giovani hanno avrebbero effettuato reiterate e violentissime manovre di speronamento nei confronti dell'autovettura delle vittime, fino a provocarne il ribaltamento contro un palo dell'illuminazione pubblica sul lungomare Saline. Una telecamera di videosorveglianza ha ripreso la fase conclusiva dell'azione, documentando il momento dell'impatto che ha determinato la perdita di controllo del mezzo. Negli attimi precedenti all'incidente, mentre l'auto veniva inseguita e ripetutamente urtata, la moglie della vittima, terrorizzata, contattava il numero unico di emergenza 112 chiedendo disperatamente aiuto agli operatori della Polizia di Stato. A causa del violento impatto, tutti gli occupanti del veicolo hanno riportato lesioni di diversa entità, alcune particolarmente gravi, con fratture multiple e traumi che hanno reso necessario il trasporto presso strutture sanitarie.
Da Cagliari arrivano invece cronache di ordinaria follia. La polizia ha arrestato due giovani che un mese e mezzo fa si sono resi protagonisti di un inseguimento ai danni di una famiglia. Un'azione che poteva finire in tragedia, visto che l'auto presa di mira si è ribaltata. L'accusa infatti è pesantissima: tentato omicidio plurimo aggravato. L'episodio si è verificato nella notte del 27 aprile scorso: all'esterno di un noto locale notturno del litorale cagliaritano, dove un uomo era andato insieme alla moglie per prelevare i due figli e una loro coetanea al termine della serata, per ragioni del tutto futili, il gruppo sarebbe stato avvicinato dagli indagati che, in evidente stato di alterazione psicofisica, hanno dapprima aggredito fisicamente il padre di famiglia per poi trasformare l'episodio in una vera e propria caccia all'uomo. Nel tentativo di sottrarsi all'aggressione e mettere in salvo i propri familiari, l'uomo si è allontanato a bordo della propria auto insieme alla moglie, ai due figli e all'amica di questi ultimi. Gli indagati hanno iniziato ad inseguire il veicolo, dando vita a una pericolosa corsa lungo il litorale cittadino. Durante l'inseguimento i giovani hanno avrebbero effettuato reiterate e violentissime manovre di speronamento nei confronti dell'autovettura delle vittime, fino a provocarne il ribaltamento contro un palo dell'illuminazione pubblica sul lungomare Saline. Una telecamera di videosorveglianza ha ripreso la fase conclusiva dell'azione, documentando il momento dell'impatto che ha determinato la perdita di controllo del mezzo. Negli attimi precedenti all'incidente, mentre l'auto veniva inseguita e ripetutamente urtata, la moglie della vittima, terrorizzata, contattava il numero unico di emergenza 112 chiedendo disperatamente aiuto agli operatori della Polizia di Stato. A causa del violento impatto, tutti gli occupanti del veicolo hanno riportato lesioni di diversa entità, alcune particolarmente gravi, con fratture multiple e traumi che hanno reso necessario il trasporto presso strutture sanitarie.
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