Il coinquilino giusto con pochi clic: l’app per trovare il match migliore

L’ideatore della piattaforma, Gianmarco Ebeling: «Ho potuto sperimentare in prima persona quanta differenza fa avere un coinquilino compatibile. Ora aiuto gli altri a trovarlo»
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June 11, 2026
Il coinquilino giusto con pochi clic: l’app per trovare il match migliore
Una ragazza è seduta alla scrivania. Apre un’app sul telefono e inizia a scorrere dei profili. Di ognuno di loro può visualizzare delle informazioni e un punteggio che le indica la percentuale di reciproca compatibilità. Uno swipe a destra e se anche l’altra persona farà lo stesso il match tra i due è fatto. No, non è un’app di appuntamenti, l’ipotetica ragazza non sta cercando un partner, ma qualcuno che nella sua vita potrebbe essere comunque molto rilevante, con il quale condividere spazi domestici, quotidianità, esperienze: il coinquilino giusto. Dalla qualità della scelta potrebbe derivare una di quelle amicizie che durano per sempre o, all’altro estremo, una serie di piccoli e grandi aneddoti spiacevoli, belli solo da raccontare in futuro (forse). Ad avvertire l’importanza di «trovare una persona compatibile con la quale vivere, magari divertendosi insieme», e quindi a intravedere anche una possibilità di business in questo bisogno, non poteva che essere un ex universitario che di coinquilini – durante i suoi studi e le esperienze tra Piacenza, Città del Messico, Milano, Lipsia e ora Barcellona – ne ha cambiati tanti, sperimentando i pro e i contro della convivenza. Lui si chiama Gianmarco Ebeling, ha 30 anni e insieme all’amico 28enne Giovanni Valdata, entrambi laureati all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha creato l’app BeRoomie, trasformando una difficoltà comune in un progetto imprenditoriale concreto. «Io ho avuto l’idea e come sviluppatore informatico ho curato l’architettura tecnica della piattaforma, che è nata un anno fa. Ma è anche grazie al mio co-founder e collaboratore, che si occupa della strategia commerciale e la sostenibilità economica del progetto, che l’app è cresciuta. In questo istante siamo a 20mila download e quasi 5mila utenti attivi soprattutto tra Milano, Roma, Torino, Piacenza, ma anche Barcellona e Madrid, dove ci troviamo rispettivamente io e Giovanni».
Il coinquilino che trovi può fare davvero la differenza: «Nella mia esperienza, per esempio, il peggiore è stato un ragazzo messicano. Una volta ha lasciato il suo vomito nel lavandino per due giorni. Sono scappato da quella casa, ma proprio in quel momento è arrivata la mia convivenza migliore, con un ragazzo inglese con cui condividevamo interessi, abitudini, priorità. Era facile andare d’accordo e siamo diventati amici. Quella compatibilità che Gianmarco ha trovato per un colpo di fortuna, l’app prova a rintracciarla con un questionario iniziale che indaga un po’ su tutto, ponendo più o meno le stesse domande che ciascuno di noi farebbe a un possibile coinquilino che viene a vedere l’appartamento in cui viviamo: «Se fumi in casa, se vuoi animali o no, se lavori da casa o stai tutto il giorno fuori, ma anche lingue parlate, passioni e hobby...». Al di là dell’indice di compatibilità, il match dipende sempre dalla scelta reciproca, ma sicuramente l’app aiuta a orientarsi.
Da sinistra, i co-fondatori della piattaforma, Gianmarco Ebeling e il suo collaboratore Giovanni Valdata
Da sinistra, i co-fondatori della piattaforma, Gianmarco Ebeling e il suo collaboratore Giovanni Valdata
Chi è, dunque, il coinquilino perfetto? «Dipende dallo stile di vita di ciascuno, ma al di là di questo sicuramente l’attenzione alla pulizia è l’aspetto più ricercato nei futuri coinquilini», specifica. A piacere meno sono quelli con uno scarso senso di igiene, quindi, ma anche «quelli che hanno animali, fumano in casa o ospitano spesso qualcuno la notte, per esempio un partner che di fatto diventa un ulteriore convivente con il quale condividere gli spazi». Se non si vuole rischiare, insomma, si va su una compatibilità alta. Inoltre, «l’app è gratuita, ma attraverso abbonamenti anche solo di una settimana a 3 euro 99, fino al mensile (9,99) o l’annuale (34,99) a seconda del bisogno, è possibile ottenere dei vantaggi, come un numero illimitato di swipe, una maggiore visibilità tra i profili, la possibilità di scrivere a qualcuno prima del match», continua. Al momento l’app è usata soprattutto dagli utenti finali, ma Ebeling e Valdata progettano già come far crescere il progetto: «Vorremmo passare sempre più dal mondo Business to Consumer a quello Business to Business. Già ora abbiamo un portale web che può essere usato dalle agenzie immobiliari per mettere i propri annunci di appartamenti. Nell’app studenti e giovani lavoratori alla ricerca di un coinquilino potranno comunque continuare a mettere annunci, ma questi si combineranno a quelli delle agenzie».
Insomma, almeno nell’ambizione dei fondatori di BeRoomie, incontrare il coinquilino da incubo può diventare un’eventualità molto più remota. La loro app offre almeno l’opportunità di non fare un salto nel buio quando si cerca qualcuno con cui dividere affitto e affinità. Perché, in fondo, la casa perfetta non si misura in metri quadri, ma nella qualità dell’incontro che si può fare ogni mattina, oltre la porta della cucina, magari chiacchierando insieme davanti a un buon caffè.

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