Il cardinale Reina, la vicenda Spin Time e la Chiesa dalla parte di chi soffre

Il vicario del Papa per Roma: la Chiesa chiamata a presiedere nella carità sarà sempre dalla parte di chi cerca una mano testa. Il sindaco firma l'ordinanza per dare alloggio a tutti
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August 8, 2026
Il cardinale Reina, la vicenda Spin Time e la Chiesa dalla parte di chi soffre
L'accampamento dello Spin Time 7 agosto 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
«Sarebbe sbagliato archiviare la vicenda Spin Time con il solo sgombero del palazzo. Questa città affronta un problema serio: il rischio di perdere l'anima che da sempre costituisce la sua vera identità»: lo afferma il cardinale vicario di Roma Baldo Reina in un comunicato pubblicato sul sito della diocesi. «La Chiesa di Roma, chiamata a presiedere nella carità, c'è. E sarà sempre dalla parte delle persone che alzano il loro grido di sofferenza, che cercano una mano tesa, e una comunità da chiamare casa», sottolinea il vicario del Papa per la diocesi di Roma.
«Cristo non abita nei palazzi del potere, ma si identifica con chi è affamato, forestiero o rimasto senza tetto. In un tempo di profonde solitudini e di complessivo sfaldamento dei legami sociali, avere luoghi ed esperienze in cui si prova a stare insieme, ad abbattere le barriere e a creare una convivenza pacifica è una sfida da accogliere e da promuovere - afferma ancora il cardinale vicario di Roma Baldo Reina -. Mettere insieme interessi privati, bene comune, impegno civico e ricerca della legalità e della sicurezza non è stato facile. L'esito finale potrebbe far pensare a un complessivo fallimento, soprattutto dopo l'irrigidimento delle trattative. Ma non si è trattato di un braccio di ferro e sarebbe ingiusto parlare di vincitori e vinti». Per il vicario del Papa per la diocesi di Roma «quello che è accaduto e, ancor di più, quello che accadrà rimane una domanda aperta: siamo in grado di creare occasioni concrete di fraternità e di amicizia sociale?».

Il Comune firma l'ordinanza per dare alloggio a tutti

Nessuno per ora potrà rientrare nel palazzo di Spin Time in via di Santa Croce in Gerusalemme. Ma dopo la bocciatura della proprietà al piano del Campidoglio che prevedeva di acquistare lo stabile occupato da 13 anni dal movimento per l’abitare Action, la comunità di Spin Time e il sindaco Roberto Gualtieri sono intenzionati ad andare avanti per tornare a far vivere quello stabile. Certo con modi diversi. Da un lato, infatti, le circa 400 persone, tra cui 90 bambini, che da dieci giorni abitano in strada davanti all’ingresso dopo l’incendio del 29 luglio si preparano a resistere per salvaguardare la propria esperienza abitativa e sociale e ha annunciato che «la lotta continua perché la lotta per Spin Time la lotta di tutti per la città pubblica». Inoltre, gli attivisti sottolineano che «la peggiore destra e la speculazione edilizia pensano di aver messo la parola fine a questa manifestazione straordinaria. Ma il tempo di Spin Time non è finito. Roma è con noi». Dall’altro capo, il Comune annuncia che dopo la «risposta negativa da parte della proprietà, l'Amministrazione si è da subito attivata per provvedere a soluzioni abitative alternative e farà in ogni caso richiesta di una stima all’Agenzia delle Entrate ai fini di un suo eventuale acquisto». Dunque l’ipotesi di acquistare l’immobile dal Fondo Investire Srg per il Campidoglio è tutt’altro che tramontata.
Roberto Gualtieri, dopo aver voluto comunicare due sere fa di persona a una delegazioni degli attivisti il rifiuto della proposta di acquisto del Comune che continua a definire «solida sul piano tecnico», oltre che «seria e legittima» su quello formale, ha confermato loro che il Comune sta lavorando per dare alloggi alternativi dignitosi a queste persone. «Già da lunedì saremo nelle condizioni di collocare in sistemazioni dignitose, stiamo lavorando alacremente per trovare strutture adibite - ha rassicurato ancora ieri - Le prime case saranno disponibili tra 60 giorni. Quindi i primi 23 gruppi che andranno in un albergo lì vicino potranno andare tra 60 giorni in una casa che si libera». A questo scopo ha firmato una ordinanza per iniziare a trasferire le famiglie verso soluzioni temporanee. E poi, intervenendo nel corso dell’assemblea di Spin Time ieri pomeriggio, ha aggiunto che la strada dell’acquisto non è abbandonata. Noi continueremo con la nostra procedura d'acquisto dell'immobile, i tempi però saranno più lunghi». Inoltre, assicurando che non saranno lasciati soli, il Comune sta lavorando perché questa dimensione «abbia un riconoscimento e Roma Capitale sia nelle condizioni di non far venir meno quel laboratorio».
Per i proprietari dell’immobile «non ci sono le condizioni di legalità e sicurezza per consentire l’utilizzo dell’immobile». Ma «resta la disponibilità a proseguire la collaborazione con l’amministrazione comunale per arrivare alla cessione dell’immobile in tempi brevi». Investire Srg, hanno sottolineato però gli attivisti di Spin Time Labs, ha rifiutato ogni proposta per consentire il rientro in sicurezza delle famiglie nell’immobile. Lo ha fatto sapendo che «il Comune aveva già garantito la messa in sicurezza dell'immobile e si era assunto la responsabilità della sua gestione, non c'era alcun ostacolo tecnico, nessun rischio per la proprietà, nessuna ragione economica plausibile. C'era solo una condizione politica, mai dichiarata ma evidente a tutti: liberarsi di Spin Time».
Accanto alla comunità però ci sono molte associazioni e la Chiesa di Roma attraverso la Caritas per garantire quotidianità dignitose. Ad esempio, da ieri è attivo un centro di ascolto e ambulatorio psicologico e pediatrico attivato dall’Associazione nazionale cooperative sociali (Ancos-Unci) e la Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp). Ma anche il mondo della cultura ieri ha voluto portare la sua vicinanza alla comunità. In particolare, in una lettera, il premio Nobel Franco Parisi ha sottolineato come «in questi giorni Spin Time ci mostra proprio come davanti a una situazione difficile, centinaia di persone non sono semplicemente un insieme di individui, ma una comunità che si prende cura di sé. Donne, bambini, bambine, adolescenti, anziani, lavoratori e lavoratrici stanno affrontando un momento molto duro, e quello che emerge è una straordinaria capacità di solidarietà, organizzazione e vicinanza reciproca».
 

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