Così la minaccia anarchica sta rialzando la testa. «Anche i data center sono nel mirino»
L'arresto di un 36enne a Roma, con la scoperta che nel telefonino aveva istruzioni per costruire bombe, riaccende i riflettori sulla strategia anarco insurrezionalista. E' l'ultimo episodio di un anno turbolento, mentre sullo sfondo restano le tensioni per il caso Cospito. Ieri presidio per "Stecco" davanti al carcere di Sanremo. L'allarme degli 007: l'IA è il nuovo nemico

Lo hanno arrestato perché il 18 aprile scorso aveva colpito al volto un funzionario della Digos durante una manifestazione a Roma a sostegno di Alfredo Cospito, il leader anarchico in carcere. Ma quando gli hanno guardato nel telefonino, gli agenti hanno trovato istruzioni per preparare ordigni e sabotare ferrovie e altri servizi pubblici. L'uomo, 36enne napoletano, è così finito in carcere con l'accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo, che si aggiunge a quella di lesioni aggravate e permanenti al viso e violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Intanto, a Sanremo, un corteo di auto (qualcuna in arrivo anche dalla Francia) si è fermato davanti al carcere per “festeggiare” il compleanno del detenuto Luca Dolce, detto Stecco, l'anarchico triestino arrestato nell'ottobre del 2023. Solidarietà pacifica, ma anche un segnale che il movimento è vivo.
L’arresto di Roma ribadisce invece i riflettori sulla galassia anarchico insurrezionalista e sulla “passione” dei suoi appartenenti per bombe più o meno rudimentali. Viene in mente il precedente più recente e drammatico, ovvero l’esplosione in un casale abbandonato di Roma il 19 marzo 2026, nel Parco degli Acquedotti, in cui morirono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi collegati all'area eversiva. Secondo gli investigatori, i due stavano preparando un ordigno artigianale: sul posto furono trovati materiali esplosivi e chiodi. Probabilmente si stavano preparando all’azione. A inizio anno c’erano stati invece gli attacchi alla rete ferroviaria. Il 7 febbraio, in coincidenza con l’inaugurazione dei Giochi di Milano Cortina, gli anarchici celebrano l’evento a modo loro. A Castel Maggiore, vicino a Bologna, un ordigno danneggia i cavi dell'Alta velocità, mentre un secondo dispositivo non esplode. A Pesaro viene incendiata una cabina elettrica nei pressi dei binari. Nel caso di Pesaro, tre giorni dopo compare una vera e propria rivendicazione sul blog anarchico La Nemesi, che presenta il sabotaggio come azione contro le Olimpiadi e contro le infrastrutture considerate espressione del sistema industriale e militare. Il 14 febbraio viene poi sabotata la linea AV Roma-Firenze. Secondo gli investigatori, l'azione provoca circa 455.000 euro di danni. A giugno la Digos arresta sette persone, cinque in carcere e due ai domiciliari, accusandole di appartenere a una cellula anarco-insurrezionalista e collegando due degli indagati al sabotaggio ferroviario. In seguito l’ipotesi dell’associazione terroristica è stata smontata dal tribunale del riesame. Ma il gruppo, secondo il gip, era capace di compiere altre «azioni violente e di particolare impatto».
Infine, a fine luglio, gli scontri al cantiere Tav di Chiomonte, in Val di Susa. Nell’assalto gli investigatori hanno visto la regia combinata di antagonisti e anarchici, con quest’ultimi impegnati soprattutto sul fronte dei lanci di molotov. L’allerta insomma resta alta e l’ultimo arresto di Roma lo conferma. Il pericolo è concreto, tanto da essere costantemente monitorato dall’intelligence. “L’attivismo anarco-insurrezionalista si conferma come il vettore di minaccia più concreto, anche alla luce dei recenti attentati compiuti nel contesto delle proteste contro i Giochi Olimpici Milano-Cortina ai danni della rete ferroviaria nazionale” si legge nell’ultimo rapporto degli 007 al Parlamento. Nel mirino ci sono però anche obiettivi virtuali, ovvero l’IA, considerata nuovo mezzo di arricchimento e sfruttamento del sistema capitalistico, oltre che strumento di applicazione militare. Per questo le sue infrastrutture sono considerate a rischio. Attenzione, dice l’intelligence, soprattutto ai data center, simbolo reale e ingombrante dell’intelligenza artificiale, anche per le ricadute ambientali. Ma gli anarchici considerano bersagli tutte le aziende del settore hi-tech. Nella notte tra il 30 e il 31 marzo 2025, al Tesla Center di Roma-Torre Angela furono incendiate 17 automobili. Il 25 aprile una cellula anarchica rivendicò l'azione, accusando Elon Musk non soltanto per il suo ruolo politico e per Tesla, ma anche per lo sviluppo dell'IA, presentato come componente di un progetto di dominio tecnologico e sociale.
La minaccia riguarda anche il resto d’Europa. L’Europol segnala che “gli estremisti violenti hanno continuato a mantenere reti transnazionali, viaggiando frequentemente tra gli Stati membri. Queste interazioni hanno rafforzato i legami personali, facilitato lo scambio di strategie e conoscenze operative e consolidato il sostegno agli affiliati incarcerati o deceduti”. Nel 2025 si è registrata “un'evoluzione verso comportamenti più violenti, comprendenti l'utilizzo di tattiche più dure, una maggiore imprevedibilità e una crescente disponibilità a considerare determinate persone come obiettivi legittimi”.
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