Comunali di maggio, comincia la volata.
Tutte la alleanze alla prova in vista delle politiche

Circa 900 città, tra cui 20 capoluoghi di provincia, al voto il 24 e 25 maggio per rinnovare i sindaci. Venezia l’obiettivo più ambito per i due poli
May 4, 2026
Comunali di maggio, comincia la volata.
Tutte la alleanze alla prova in vista delle politiche
L'urna per il voto alle elezioni comunali. Foto d'archivio ANSA /Giacomo Rizzo
La prima a mettersi in pista è stata Elly Schlein. La segretaria del Pd ha abituato gli italiani ai tour forsennati dalle Alpi alle Piramidi (giusto in tema di 5 Maggio manzoniano), per una campagna elettorale iniziata un po’ in sordina e parecchio in solitaria. Oggi partirà anche Avs. Ma non Giuseppe Conte che, a causa dell’intervento chirurgico annunciato dallo stesso presidente pentastellato, a cui si è dovuto sottoporre giorni fa, questa volta non potrà tenere testa alla leader dem. L’appuntamento è quello del 24 e 25 maggio (con ballottaggi eventuali fissati il 7 e l’8 giugno), per una lunghissima lista di Comuni (quasi 900), tra cui una ventina di capoluoghi di provincia, che nel 2026 dovranno rinnovare i vertici.
Elezioni locali, si potrebbe pensare. Poi, come sempre, qualcuno ne rileverà i risvolti più ampi e qualcun altro li relegherà a ordinaria amministrazione. Ma non si può negare che le politiche si avvicinano: il 2027 sarà un anno importante per gli elettori, che potranno esprimersi sul primo governo di destra-centro, guidato da Giorgia Meloni, con tanto di record di longevità. Non sappiamo ancora come saranno le schede che riempiremo nelle urne, perché c’è chi dà per certa la riforma elettorale e chi punta a votare con l’attuale sistema. Sta di fatto che anche il centrosinistra potrebbe presentarsi come coalizione, con tutte le opposizioni unite, ad eccezione di Carlo Calenda, che con Azione correrà da solo. E solo potrebbe correre anche Futuro nazionale di Roberto Vannacci.
Mai tanto obbligatorio il condizionale, dopo i sondaggi recenti che hanno registrato il sorpasso della coalizione di Pd, M5s, Avs e Iv sul centrodestra con il generale compreso.
Insomma, dalla sconfitta referendaria della riforma Nordio sulla giustizia, il quadro politico ha subito un notevole smottamento, ed è per questo che il pur parziale appuntamento delle amministrative diventa un test di rilievo nazionale per le coalizioni che potranno fare il punto della situazione.
D’altronde, nazionale è la crisi che ha colpito il Paese, con il sommarsi delle guerre degli ultimi anni e con il colpo di grazia di quella tra Iran, Stati Uniti e Israele. Ne è riprova l’agenda degli argomenti portati «strada per strada, casa per casa» nei suoi viaggi dalla segretaria del Pd (che non intende fermarsi fino alle politiche del 2027). Schlein, domenica scorsa a Chieti per sostenere Giovanni Legnini che correrà a nome del campo largo, continua a battere sul tema dell’energia: «Si è passati dalla dipendenza dal gas di Putin a quello di Trump», ripete da un comizio all’altro. E attacca il Governo Meloni per non voler procedere al salto delle rinnovabili, puntando piuttosto a restare ancorati alle fonti fossili. Ci sono poi le pensioni «aumentate di un paio di caffè». Ma Schlein non risparmia bacchettate all’esecutivo neanche sulla crescita, il salario e il lavoro povero, la scuola e la sanità. Stessi argomenti per Giorgio Fede, M5s, per il quale la leader del Pd approda a San Benedetto del Tronto. Per poi passare ieri al giro dei comuni dell’Emilia Romagna.
Anche il centrodestra è in campo per sostenere i propri candidati, ed è soprattutto il leader della Lega Matteo Salvini a farsi vedere nelle piazze del voto. Sia perché dallo strappo di Vannacci, il suo è il partito maggiormente in sofferenza. Sia perché la premier, numero uno di FdI, è impegnata nei delicatissimi vertici internazionali e come lei il ministro degli Esteri Antonio Tajani, segretario di Forza Italia.
Tra gli appuntamenti più delicati nella tornata di maggio c’è senz’altro quello di Venezia. Qui i sondaggi non premiano il centrodestra, alla guida della città con Luigi Brugnaro da dieci anni. Il centrosinistra schiera Andrea Martella contro la coalizione uscente che sostiene un già assessore di Brugnaro, Simone Venturini. Sarebbe un colpo importante per le opposizioni meloniane.
E un altro colpo il centrosinistra lo vede possibile a Prato, con Matteo Biffoni, Pd, già al governo della città dal 2014 al 2024), mentre per i comuni della Toscana storicamente “rossa”, Arezzo e Pistoia sono attualmente in bilico.
In Lombardia il centrosinistra sente di poter mantenere le proprie caselle e non mancano casi di città dove Pd e M5s corrono separatamente, ma anche nel centrodestra quelle in cui o Lega o Fi si sfilano.
Un caso a parte è quello di Salerno, dove corrono otto aspiranti sindaci. Ci riprova Vincenzo De Luca, dopo dieci anni in Regione e svariati nella città che lo aveva incoronato “sceriffo”. Sarà in pista, tuttavia, senza il simbolo del Pd, pur avendo il figlio alla guida dei dem della Campania. L’ex governatore non si scompone, abituato al sostegno di una «lista di programma» composta di progressisti, riformisti, popolari e moderati. Il centrodestra torna invece unito con il rientro di FI nell’alleanza, che sosterrà Gherardo Maria Merenghi, docente universitario. Avs e M5s sosterranno l’avvocato amministrativista Franco Massimo Lanocita.
Anche a Trani, nella Puglia di Conte, il M5s strappa dal Pd. Gli ex grillini sosterranno Vito Branà, sfilandosi dalla lista per Marco Galiano, per cui corre il resto del centrosinistra.
A Reggio Calabria Pd e M5s saranno insieme a correre per Mimmo Battaglia contro il favorito Francesco Cannizzaro, sostenuto dal centrodestra.

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