Allarme attentati: caccia alla "gang" che arruola minori online
Si chiama Foxtrot ed è un nuovo tipo di mafia che ha radici in Svezia. Dietro la bomba all'ambasciata Usa di Oslo ci sarebbe la mano del gruppo, che già in passato ha lavorato per gli iraniani. I reclutatori adescano under 18 sulle piattaforme di gaming e affidano loro "missioni" criminali

La caccia alla “Volpe” si è spostata in Iran. Sulla lista degli obiettivi israeliani c’è anche lui, Rawa Majid, nome in codice “The Fox”. Criminale di origine curda, è capo dell’organizzazione Foxtrot, un nuovo tipo di mafia che ha radici in Svezia, ma tentacoli allungati tra Europa e Medio Oriente. Un clan “liquido”, a geometria variabile, fondato su alleanze strette secondo la convenienza del momento, che lavora in proprio ma anche per conto terzi. Un network che sfrutta abilmente la dimensione digitale per favorire i suoi traffici, di droga e non solo, arruolando la manovalanza sui social network, oppure sulle piattaforme di gaming. Delinquenti a cottimo, soprattutto giovani, in gran parte minori. Facilmente suggestionabili, alla ricerca di soldi facili, soprattutto non punibili sotto i 14 anni (in Italia, 15 in alcuni Paesi europei). I reclutatori usano lo slang dei teenager, sia per attirarli che per rendere meno comprensibili i messaggi a un occhio adulto. E presentano gli incarichi come missioni o “challenge”, cioè le sfide che gli adolescenti sono abituati ad affrontare sui social. Un linguaggio seducente, che fa molta presa sulle menti più ingenue.
The Fox ha ingaggiato così anche gli esecutori di un paio di attentati anti ebrei commessi nell’ottobre 2024 in Nord Europa: un ordigno davanti all’ambasciata israeliana di Stoccolma e un lancio di granate contro quella di Copenaghen. Ma la minaccia è più attuale che mai. La polizia di Oslo pensa che ci sia proprio Foxtrot dietro la bomba scagliata contro l'ambasciata americana nella capitale norvegese nella notte di domenica 8 marzo. Sono stati fermati infatti 3 fratelli ventenni, norvegesi di origine irachena. C'è il forte sospetto che anche loro siano stati reclutati online.
Secondo l’intelligence di Tel Aviv, Foxtrot agisce come “longa manus” di Teheran nel Vecchio Continente, e potrebbe colpire anche e specialmente ora. Non è un caso che, dopo l'episodio di Oslo, l'allerta attentati si sia alzata ulteriormente, non solo in Scandinavia. Per questo motivo il Mossad preferirebbe eliminare la Volpe prima che dia ai suoi l’ordine di entrare nuovamente in azione. Rawa Majid, che sarebbe sotto la protezione diretta dei pasdaran, è in cima anche alla lista dell’Europol , che nella primavera 2025 ha istituito la task force Grimm per contrastare l’arruolamento online degli under 18. Un fenomeno allarmante che è stato segnalato a tutte le forze dell’ordine europee – comprese quelle italiane – già nel novembre 2024.
Secondo l’intelligence di Tel Aviv, Foxtrot agisce come “longa manus” di Teheran nel Vecchio Continente, e potrebbe colpire anche e specialmente ora. Non è un caso che, dopo l'episodio di Oslo, l'allerta attentati si sia alzata ulteriormente, non solo in Scandinavia. Per questo motivo il Mossad preferirebbe eliminare la Volpe prima che dia ai suoi l’ordine di entrare nuovamente in azione. Rawa Majid, che sarebbe sotto la protezione diretta dei pasdaran, è in cima anche alla lista dell’Europol , che nella primavera 2025 ha istituito la task force Grimm per contrastare l’arruolamento online degli under 18. Un fenomeno allarmante che è stato segnalato a tutte le forze dell’ordine europee – comprese quelle italiane – già nel novembre 2024.
Un altro “most wanted” è stato arrestato in Iraq a gennaio, grazie alla collaborazione della polizia di Baghdad. Trattasi di un 21enne ritenuto uno dei principali organizzatori di delitti da eseguire in Svezia, ma ordinati dall’estero. E’ il cosiddetto metodo “violence as a service”, che negli ultimi mesi ha registrato una preoccupante escalation. Ai primi di marzo la polizia olandese ha effettuato un blitz in diverse abitazioni, arrestando un uomo accusato di aver fatto da autista a due minori “ingaggiati” in Rete per compiere attentati dinamitardi in Germania nell’agosto scorso, nei pressi di Francoforte. Nei primi 6 mesi di operatività, la task force Grimm ha arrestato 193 soggetti: 63 esecutori materiali, 40 “facilitatori” (quelli che forniscono mezzi e armi), 84 reclutatori e, soprattutto, 6 “istigatori”, cioè coloro che appaltano la missione criminale. Può trattarsi di una banale frode informatica, di una consegna di droga, ma anche di un’intimidazione, di un pestaggio, o persino di un omicidio. L’1 ottobre scorso due 26enni sono stati arrestati in Olanda per aver tentato di uccidere su commissione un uomo a Tamm, in Germania. Il 28 marzo 2025 invece i killer noleggiati sul Web hanno assassinato tre persone a Oosterhout, nei Paesi Bassi: tre i sospetti fermati dalla polizia tra Germania e Svezia. Infine, il primo luglio sei giovani, tra cui un minore, sono stati fermati in Spagna mentre stavano pianificando un agguato. Nell’operazione sono stati sequestrati armi e munizioni. In Italia non si sono ancora registrati casi analoghi, ma il pericolo è concreto.
Social e piattaforme di videogame sono sfruttate anche da organizzazioni estremiste per fare proselitismo e indottrinare giovani menti. Una delle più pericolose è “The Com”, che si insinua in pc e smartphone di adolescenti fragili per propinargli video e messaggi con contenuti razzisti o di odio religioso, al fine di radicalizzarli e coinvolgerli nella “causa”. Contro questa minaccia subdola e strisciante l’antiterrorismo dell’Europol ha attivato il “progetto Compass”, che nel primo anno di operazioni, in collaborazione con Usa, Gran Bretagna e Nuova Zelanda, ha portato a 30 arresti e 179 denunce. L’intervento è servito anche a livello preventivo: 4 le vittime salvaguardate, 62 quelle individuate come potenziali.
Cosa fare per contrastare il fenomeno? L’Europol ha compilato un vademecum per genitori ed educatori. In primis, occorre vigilare sull’utilizzo dello smartphone, soprattutto su app di messaggistica criptate, che spesso diventano il canale di comunicazione con i criminali. Poi occorre cogliere le sfumature comportamentali. Se il ragazzo inizia a esprimersi in modo diverso, a cambiare opinioni su alcuni argomenti sensibili (ad esempio gli immigrati), oppure mente spesso, significa che qualcosa non va. Altro campanello d’allarme è l’improvvisa disponibilità di soldi in tasca, di un telefonino nuovo spuntato dal nulla. Tutti segnali da captare in tempo, prima che sia troppo tardi. Non c’è il tasto “rewind”, avverte l’Europol. Non si può tornare indietro e il gioco di solito finisce male.
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