A Milano è allarme processi. «Manca il personale, seguiremo solo le urgenze»

Le parole della presidente degli uffici Gip e Gup, Ezia Maccora: dal 15 maggio al 30 giugno i giudici assicureranno solo le attività prioritarie. Dal 2023 a oggi, il personale amministrativo è sceso da 95 a 67 unità
April 28, 2026
A Milano è allarme processi. «Manca il personale, seguiremo solo le urgenze»
Dal 15 maggio al 30 giugno l’ufficio Gip-Gup di Milano si limiterà a svolgere solo le attività prioritarie, a causa della mancanza di personale e degli addetti per l'ufficio del processo. Rientrano in fascia giudiziaria di garanzia: le convalide di arresti e fermi, le misure cautelari e quelle di sicurezza (libertà vigilata, divieto di soggiorno), le intercettazioni e le acquisizioni di tabulati, i procedimenti già calendarizzati in udienza o da fissare per gli imputati con misure cautelari o misure di sicurezza in esecuzione. E ancora, i procedimenti relativi a reati da codice rosso «la cui trattazione il giudice valuti essere urgente», gli incidenti di esecuzione che comportano la scarcerazione del condannato e in genere «ciò che il prudente apprezzamento del giudice consideri rivestito dall'urgenza».
Tutte le restanti attività, come ad esempio l’integrazione delle indagini, i procedimenti che non coinvolgono imputati soggetti a misure restrittive, la gestione amministrativa dei fascicoli, la liquidazione delle parcelle di consulenti e avvocati potranno slittare e «se necessario, essere ricalendarizzate nei mesi successivi al 30 giugno 2026» si spiega nel documento. È quanto ha messo nero su bianco la presidente degli uffici Gip e Gup Ezia Maccora in un documento.
«È stata una decisione molto sofferta ma indispensabile. Semplicemente oggi, con il personale che abbiamo non siamo più in grado di tenere tali ritmi», spiega Maccora. Complessivamente la sezione Gip-Gup di Milano «definisce il 65% dei procedimenti in entrata, attuando un forte filtro rispetto a ciò che transita in dibattimento. Solamente dieci anni fa, nell’annualità 2016/2017 la proporzione era invertita: il 62 % dei procedi menti trattati in udienza preliminare transitava in dibattimento», spiega Maccora. «Nel corso di questi anni il Gip è diventato il fulcro dell’azione penale, ma l’aumento del lavoro e dell’importanza della sezione preliminare non è andato di pari passo con i rafforzamento dell’organico».
Al contrario: «Oggi l’organico conta 67 unità di ruolo, lo scorso anno l’organico era di 76 unità, nel 2023 si contavano 95 unità» è scritto nella relazione sulle presenze del personale amministrativo allegata al documento, senza contare i part-time e i permessi. La percentuale di scopertura è del 40 per cento per i funzionari Aupp introdotti dal PNRR per coadiuvare i magistrati, ridurre l’arretrato giudiziario e velocizzare i processi. E del 50% per il personale amministrativo. I primi sono a tempo determinato e, dal momento che sono agganciati ai fondi europei «ancora oggi, non è stato chiarito il loro futuro profilo professionale in caso di stabilizzazione, che dovrebbe avvenire dopo il 30.6.2026».
Di qui la decisione di rinviare il rinviabile a questa data, fissando come termine la fine di giugno, sperando che la situazione nel frattempo la situazione si sblocchi. Ma non c’è una garanzia in tal senso: semplicemente «in tale data ci si augura che la presenza del personale amministrativo ritornerà ad essere adeguata alla quantità e qualità del volume degli affari che grava sulla Sezione», viene infatti scritto. «Oggi, con lo spostamento di attività sul prioritario e sulla libertà personale, non siamo ancora alla paralisi degli uffici giudiziari. Ci sarà però un allungamento dei tempi e, se la situazione non si risolverà, allora sì, si rischierebbe la paralisi», sostiene la presidente degli uffici Gip e Gup.
Non è un caso che Milano sia la città dove la cosiddetta "scopertura" è maggiore. Il problema è collegato al caro affitti che allontana una fetta significativi degli assistenti giudiziari assegnati al capoluogo. Una prospettiva che potrebbe diventare ancora più concreta con l’entrata in vigore il 25 agosto prossimo della riforma Nordio, che prevede il Gip collegiale (tre giudici), la cui entrata in vigore era già slittata, e che pare destinata a una nuova proroga. Se non dovesse essere così, a quel punto, secondo Maccora, il problema della carenza di organico investirebbe direttamente i Gip e «a risorse invariate, bloccherà del tutto il funzionamento della giustizia penale», coinvolgendo anche le attività oggi salvaguardate come prioritari, come le misure cautelari dei reati del codice rosso.

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