Il regista Gibney: «Altro che genio, Musk ci truffa»

A Venezia un doc sul controverso imprenditore: «Il mio racconto sul potere e sui suoi abusi ritrae il titano dello tecnologia come l’incarnazione del truffatore»
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September 8, 2026
Il regista Gibney: «Altro che genio, Musk ci truffa»
Il magnate Elon Musk in una scena del doc “Musk” presentato alla Mostra di Venezia dal regista Alex Gibney / AP Photo/Alex Brandon
«A detta dei suoi biografi di fiducia e delle sue schiere di follower in rete, Elon Musk sarebbe un moderno Leonardo da Vinci, in grado di dare risposte a ogni quesito, instancabilmente al lavoro per salvare il pianeta e trasformare l’umanità in una specie multiplanetaria. Nel mio documentario ho scelto di ripercorrere una vicenda biografica già nota, rinunciando però a quella prospettiva dominante. Ho preferito esplorarla da angolazioni diverse lasciando emergere una verità ben più inquietante. Il mio film ritrae il titano della tecnologia come l’incarnazione contemporanea del truffatore. Si tratta di un racconto sul potere e sui suoi abusi, ma ripreso dal basso, come se fossi il cagnolino Toto nel Mago di Oz che anziché rimanere ipnotizzato dal volto sospeso dello stregone, ne intravede i piedi che si agitano sul bordo del sipario: una volta scostato il drappeggio, compaiono leve e ingranaggi manovrati da un uomo qualunque nel disperato tentativo di proiettare una grandezza fittizia».
Così dice il regista Alex Gibney a proposito del suo nuovo documentario, presentato ieri fuori concorso alla Mostra del Cinema. Indagine lucida e scioccante sul più celebre inventore, imprenditore e capitalista del mondo capace di esercitare una grossa influenza sulla vita quotidiana di ciascuno di noi, Musk parte dal passato per arrivare fino ai giorni nostri, rivelando il dietro le quinte di fatti che in gran parte conosciamo senza intuirne la reale portata. Ed ecco allora scorrere tutti i fallimenti di Musk mascherati da successi, a partire dalla guida della Tesla affidata all’intelligenza artificiale e causa di numerosissimi incidenti stradali mortali, la folle e costosissima ossessione di occupare Marte, lo smantellamento di Twitter con l’ingannevole intenzione di farne un luogo destinato alla libertà di espressione, la determinazione a mettere al mondo una “legione di bambini” prima che negli Usa scoppi una guerra civile (salvo naturalmente liquidare le madri a suon di milioni di dollari), la sciagurata collaborazione con il governo Trump e il taglio a servizi di primaria necessità come l’istruzione e la sanità.
Ossessionato dall’idea di immaginare e realizzare un nuovo futuro per l’umanità. Musk è paradossalmente disposto a distruggerla. La domande principale che Gibney si pone è la seguente: com’è possibile che gli sia stato permesso di fare tutto questo? Nel tentativo di cercare una risposta senza poter intervistare il diretto interessato – Musk si è ovviamente rifiutato di parlare –, il regista utilizza tutto il materiale d’archivio a disposizione, incontrando però chi da deciso di parlare per tentare di spiegare cosa muova le azioni di un uomo destinato probabilmente a restare un enigma. Insieme a Gibney ieri a Venezia c’era anche l’influencer Ashley St. Clair, madre di uno dei figli di Musk, che ha rifiutato 40 milioni di dollari per il suo silenzio.
«Lavorando al film – dice Gibney - ho scoperto che quella di Musk non è una storia nuova, anche se ha molto a che vedere con la tecnologia. Come ha fatto a ottenere così tanto potere e come mai glielo abbiamo permesso? Perché anche noi abbiamo giocato un ruolo importante nella sua ascesa. Ho deciso quindi di realizzare un documentario ricostruendo la storia di Musk da un punto di vista diverso».
Continua il regista: «In principio sia con Tesla che con Space X Musk intendeva davvero creare aziende che non esistevano prima per accogliere le sfide del futuro. Ma poi ha ceduto a quella che chiamo “la corruzione della nobile causa”. Lui è convinto che quando sei animato da buone intenzioni tutto sia lecito. Il fine giustifica i mezzi, insomma, la solita vecchia storia, ma questo atteggiamento ha portato a una corruzione morale che ha spinto gli americani a eleggere un Presidente della Repubblica intenzionato a distruggere il pianeta per scopi unicamente economici. E per me non c’è proprio nulla di nobile in questo potere».
Alla domanda se l’umanità sia realmente in pericolo, il regista non ha dubbi: «Stiamo vivendo un momento estremamente pericoloso. Basti pensare all’intelligenza artificiale: potrebbe aiutarci in tanti modi diversi e invece è controllata da poche persone che la stanno usando in maniera davvero scellerata. Musk ha inoltre dimostrato di avere un enorme potere non solo sulla politica americana, ma anche su quella di altri paesi, come la Germania, la Turchia, il Brasile. Una politica dettata da ragioni esclusivamente economiche. Quando ha capito che per le accuse a suo carico sarebbe potuto finire in prigione, lui che aveva lavorato bene sia con l’amministrazione Obama che con quella Biden, ha cominciato a sostenere Trump, dal quale poteva aspettarsi protezione. Musk è un uomo molto pragmatico, si sposta seguendo esclusivamente il denaro».

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