La fisica di Spiderman: quando la fantasia anticipa la scienza
Il fisico americano Kakalios analizza le imprese dell’Uomo Ragno, di Superman o Ant-Man per spiegare come le loro avventure possano tramutarsi in realtà

Sul treno della metropolitana sopraelevata Spiderman cerca di catturare il malvagio Dottor Octopus: i due si scontrano in un’aspra lotta che si dispiega in ginniche acrobazie dentro e sopra i vagoni. Sinché Octopus, nell’estremo tentativo di eludere il suo inseguitore, si chiude nella cabina del conducente e lancia il convoglio alla massima velocità. La scena è drammatica: le rotaie più oltre si interrompono a mezz’aria, se non verrà fermato il treno precipiterà e i passeggeri moriranno. Per fermare il convoglio Spiderman spara fili di ragnatela che lo legano agli edifici vicini. I lacci si tendono, alcuni si rompono mentre l’eroe spende tutte le sue energie per impedire la catastrofe. Alla fine ci riuscirà: la motrice si fermerà sul ciglio del precipizio. È una scena del film Spiderman 2, del 2004. Un successo al botteghino per quanto sia pura fantasia: infatti non ci sono binari di metropolitana sopraelevata che finiscano sospesi nel nulla. Ma il trucco fa tremare gli spettatori che, si sa, amano il brivido. Invece non è tanto campata per aria l’idea che si possa fermare un convoglio ancorandolo con cavi: lo dimostra, calcoli alla mano, James Kakalios, direttore del dipartimento di Fisica dell’Università del Minnesota nonché appassionato di fumetti e film fantascientifici, nel volume La fisica dei supereroi di Hollywood (Einaudi, pagine 298, euro 19,00). Coi fogli di grafene si possono realizzare nanotubi di carbonio, intrecciando i quali si potrebbero ottenere cavi sottili ma capaci di sostenere pesi enormi. Il problema è che i nanotubi di carbonio hanno lunghezze inferiori ai 100 micron coi quali non si riesce (per ora) a comporre cavi lunghi a sufficienza per risolvere problemi simili a quelli che affronta Spiderman. Ma il materiale migliorerà, col tempo. Così Kakalios si diverte a spiegarci che cosa sono il carbonio e il grafene, quali proprietà e quali potenzialità hanno.
Con inusitata agilità egli prende Superman – Il film (1978) per spiegare la teoria della Relatività: in quell’avventura il supereroe inverte la rotazione terrestre e torna indietro allo scopo di rimediare alla distruzione della California causata da un missile. Potrebbe veramente farlo? Sì, se si mettesse a girare attorno al nostro pianeta, secondo i calcoli di Kakalios, alla velocità di 430 mila km al secondo, quasi una volta e mezzo la velocità della luce. Del resto per Superman andare più veloce della luce è cosa piuttosto consueta, per quanto secondo la teoria della Relatività questo sia impossibile: «Ma quella di Einstein è solo una teoria – spiega Mort Weisinger, che negli anni ‘50 dirigeva la rivista a fumetti dedicata al supereroe – mentre Superman è un fatto».
Kakalios si muove con eloquente levità tra due poli: la pura fantasia da un lato, i processi fisici conosciuti che hanno, o potrebbero avere, attinenza con le gesta di figure come Ant-Man, l’uomo formica che esplora il mondo microscopico, o come Iron Man che genera straordinarie armature dalle strabilianti configurazioni grazie ai suoi nano-robot. Con i fumetti di Batman, Flash e Wonder Women, l’Autore illustra la configurazione del multiverso, che può essere seriale o parallelo e prende spunto dal principio di indeterminazione formulato da Heisenberg nel 1926. E, anche se non possiamo conoscere nei dettagli il mondo subatomico senza modificarlo, ecco che Ant-Man and the Wasp, film del 2018, non solo racconta come il protagonista sia in grado di viaggiarci dentro (seppure non sia chiaro come possa rimpicciolirsi a dimensioni subatomiche restando integro il suo fisico costituito da atomi incomprimibili) per ritrovare Janet, la sua compagna dispersa, grazie alla telepatia. Che è possibile grazie all’entaglement, l’accoppiamento di due particelle che, per quanto tra loro distanti, subiscono variazioni identiche e contemporanee. Se qualcosa del genere fosse possibile nei nostri neuroni... ma non è possibile. Pur appassionato di quelle storie fantastiche e desideroso di dimostrarne l’ipotetica realizzabilità, da buon professore Kakalios sempre riconduce alla realtà dei fatti. Ma con la convinzione che prima o poi anche la scienza arrivi dove giunge la fantasia.
Se l’Astolfo dell’Ariosto ha dovuto aspettare quasi 500 anni prima che il suo viaggio sulla luna diventasse realtà. l’incedere della ricerca ai nostri giorni rende più veloci gli avanzamenti. Per quanto, altro sia compiere viaggi straordinari, altro recuperare il senno perduto: in questo il paladino Orlando è stato veramente fortunato.
Kakalios si muove con eloquente levità tra due poli: la pura fantasia da un lato, i processi fisici conosciuti che hanno, o potrebbero avere, attinenza con le gesta di figure come Ant-Man, l’uomo formica che esplora il mondo microscopico, o come Iron Man che genera straordinarie armature dalle strabilianti configurazioni grazie ai suoi nano-robot. Con i fumetti di Batman, Flash e Wonder Women, l’Autore illustra la configurazione del multiverso, che può essere seriale o parallelo e prende spunto dal principio di indeterminazione formulato da Heisenberg nel 1926. E, anche se non possiamo conoscere nei dettagli il mondo subatomico senza modificarlo, ecco che Ant-Man and the Wasp, film del 2018, non solo racconta come il protagonista sia in grado di viaggiarci dentro (seppure non sia chiaro come possa rimpicciolirsi a dimensioni subatomiche restando integro il suo fisico costituito da atomi incomprimibili) per ritrovare Janet, la sua compagna dispersa, grazie alla telepatia. Che è possibile grazie all’entaglement, l’accoppiamento di due particelle che, per quanto tra loro distanti, subiscono variazioni identiche e contemporanee. Se qualcosa del genere fosse possibile nei nostri neuroni... ma non è possibile. Pur appassionato di quelle storie fantastiche e desideroso di dimostrarne l’ipotetica realizzabilità, da buon professore Kakalios sempre riconduce alla realtà dei fatti. Ma con la convinzione che prima o poi anche la scienza arrivi dove giunge la fantasia.
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