Zuppi: «Tra difesa e riarmo c’è una grande differenza»

L'appello per la pace del presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, intervenuto al panel “Sindaci costruttori di pace”, all’Assemblea di Anci a Bologna
November 13, 2025
«La logica della forza è pericolosissima, perché la forza produce forza. Tra difesa e riarmo c’è una grande differenza, concetti che vanno distinti», a dirlo è stato oggi il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, intervenendo al panel “Sindaci costruttori di pace”, all’Assemblea di Anci a Bologna. «La difesa o è europea o non serve quasi a niente, perché soltanto la difesa europea può garantire anche una certa efficacia - ha detto -. Riarmarsi è sempre pericoloso, mi auguro che l’Europa risponda a quel cumulo di umanità che c’è e che svolga la funzione di dialogo proprio per sfuggire alla logica della forza. Se c’è quella del diritto, forse si può immaginare un futuro di pace».
Zuppi ha sottolineato poi che tanti Comuni e parrocchie hanno fatto cose bellissime e richiamato all’impegno umanitario, ricordando che la Santa Sede si è occupata molto dei bambini ucraini e dello scambio di prigionieri: «L’umanitario è il primo modo per combattere quella disumanità che è alla radice della guerra». La situazione in Ucraina «non può non preoccuparci», ha spiegato, mentre su Gaza, «speriamo che le scintille di pace si rafforzino, l’auspicio di tutti è che questa tregua cresca e, soprattutto, che si rafforzi e poi diventi un vero territorio di pace, come era previsto».
Sulla necessità di preservare e costruire la pace, il cardinale ha ricordato però che «i nostri genitori non volevano la tregua ma la pace». Dobbiamo dunque «risolvere i conflitti con la forza del diritto, non con la forza del più forte» e il contributo dei Comuni è fondamentale.

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