Professioni sanitarie, oltre 10mila firme per aprire alla libera professione

di è vita
Crescono le adesioni alla campagna online della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche per togliere i vincoli strutturali, oltre l’attuale regime di deroga. Anche per tagliare le liste d’attesa
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July 21, 2026
Professioni sanitarie, oltre 10mila firme per aprire alla libera professione
Ha superato quota 10.000 adesioni la petizione, lanciata dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie per «rendere strutturale l’attività libero-professionale per le professioni del comparto».
La richiesta di Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp) è per uno «stop al vincolo di esclusività per i professionisti sanitari del comparto» e l’«apertura alla libera professione». Catania ha depositato presso la Camera dei deputati una petizione per abrogare definitivamente il vincolo previsto dall’articolo 4, comma 7, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, e dall’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Si rratta, ad avviso della Federazione, di «provvedimenti che impediscono ai professionisti sanitari del comparto di svolgere attività liberoprofessionale al di fuori dell’orario di servizio» con la richiesta di «prevedere in alternativa un’adeguata valorizzazione economica a compensazione di tale vincolo, come accade per altre professioni sanitarie».
Con l’ultimo decreto milleproroghe, fa sapere la Federazione, il vincolo è stato temporaneamente sospeso fino al 31 dicembre 2027, ma «resta un ostacolo determinante: l’esercizio della libera professione è subordinato all’autorizzazione del datore di lavoro, che viene concessa solo in rari casi» .«Vogliamo trasformare una deroga temporanea in una regola strutturale – dice Catania –. Il vincolo di esclusività imposto ai professionisti sanitari, dipendenti del Servizio sanitario nazionale, deriva da un impianto normativo anacronistico, che non tiene conto dell’evoluzione del sistema sanitario e contrasta con i principi costituzionali di tutela della salute e di libertà di iniziativa economica privata». Il vincolo – denuncia la Federazione – determina una significativa disparità di trattamento rispetto ad altri professionisti sanitari, che possono svolgere la libera professione, nel rispetto delle norme, recando un grave vulnus ai professionisti sanitari del comparto».
«Superare definitivamente il vincolo di esclusività – continua Catania – garantirebbe una effettiva equiparazione tra professionisti sanitari, con ricadute positive sia in termini di valorizzazione professionale, sia per la continuità delle prestazioni rese alle persone assistite, sia in termini economici. La possibilità di confrontarsi con diversi contesti lavorativi e organizzativi, acquisire nuove competenze cliniche e comunicative porterebbe un immediato beneficio al servizio pubblico, sostenendo la motivazione e il senso di responsabilità dei professionisti». L’apertura controllata alla libera professione per tutti i professionisti sanitari, aggiunge la Federazione, «consentirebbe inoltre di aumentare l’offerta di prestazioni e ridurre le liste d’attesa, dando risposte tangibili alle esigenze di salute dei cittadini, senza indebolire il Ssn, ma al contrario rafforzandolo attraverso la piena valorizzazione del capitale umano che lo anima» .
«Diecimila firme – conclude il presidente della Federazione – sono un segnale che merita ascolto. Ai decisori chiediamo un intervento urgente per abolire definitivamente il vincolo di esclusività. È un passaggio culturale richiesto dai tempi e dall’evoluzione delle competenze. Confido che il Parlamento possa ascoltare la voce dei tanti colleghi che appartengono alle professioni di comparto, affinché si arrivi presto a una riforma strutturale, che riconosca il valore reale dei professionisti sanitari e contribuisca al miglioramento complessivo dei servizi offerti ai cittadini».
La petizione può essere sottoscritta online sul sito della Camera, accedendo alla piattaforma, con la propria identità digitale alla sezione “Consultazione e sottoscrizione petizioni”, selezionando la petizione n. 1400. Per leggere la petizione clicca qui.

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