Usa, si dimette il capo dell'antiterrorismo Kent: «Noi in guerra su pressione di Israele»

Kent: l'Iran non rappresentava una minaccia imminente, non posso appoggiare una guerra che costerà vite americane. Trump: era molto debole sulla sicurezza, sono felice che sia fuori
March 17, 2026
Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano, si è dimesso. «Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana» ha affermato Kent in una nota pubblicata sul suo account su X.
Kent ha denunciato la «campagna di disinformazione» orchestrata da alti funzionari israeliani e dai media che ha minato a suo dire la "piattaforma America First" del presidente. Sostenitore di Trump da anni, Kent è un veterano della guerra in Iraq e, nella missiva, ha spiegato come a suo avviso le argomentazioni a sostegno dell'attacco all'Iran e le promesse di una rapida vittoria riecheggino il dibattito sull'entrata in guerra dell'Iraq nel 2003. Kent ha quindi fatto riferimento alla sua defunta moglie Shannon, crittografa militare morta in Siria. «Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito di una soldatessa morta in una guerra provocata da Israele, non posso appoggiare l'invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non apporta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo delle vite americane» ha messo in evidenza.
Immediata la replica del presidente americano Donald Trump. «Sono felice che sia fuori, sosteneva che l'Iran non era una minaccia» ha detto il tycoon, secondo cui Kent «era un bravo ragazzo, ma molto debole sulla sicurezza». La Casa Bianca, rispetto alla lettera di Kent, ha poi aggiunto per bocca della portavoce Karoline Leavitt, che in quel documento «ci sono molte false affermazioni. Lasciatemi parlare di una in particolare - ha aggiunto -, ovvero che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione. Questa è una falsità che i democratici e alcuni media liberal ripetono».

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