Usa congelano 344 milioni di dollari (in criptovalute) legati all'Iran
di Redazione
Lo ha comunicato il segretario al Tesoro, Scott Bessent
Il Dipartimento del Tesoro americano sta sanzionando diversi portafogli di asset legati all'Iran, congelando 344 milioni di dollari in criptovalute. Lo annuncia il segretario al Tesoro Scott Bessent che, in più dichiarazioni postate su X, ha dato conto di sanzioni anche a carico della Hengli Petrochemical (Dalian) Refinery, una raffineria indipendente (una cosiddetta “teapot”) con sede in Cina, parte di uno schema che continua «a svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere l'economia petrolifera dell'Iran».
Nell'ambito dell'iniziativa "Economic Fury", la versione economico-finanziaria della Epic Fury militare, il Dipartimento del Tesoro «continuerà a compromettere in modo sistematico la capacità di Teheran di generare, movimentare e rimpatriare fondi», ha scritto Bessent.
L'Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (Ofac), nel dettaglio, «sta sanzionando diversi wallet legati all'Iran», con il congelamento di 344 milioni di dollari in criptovalute.
«Seguiremo il denaro che Teheran sta disperatamente tentando di trasferire fuori dal Paese e colpiremo tutte le linee vitali finanziarie legate al regime», ha rincarato il segretario al Tesoro, aggiungendo che l'Ofac ha sanzionato la Hengli Petrochemical (Dalian) Refinery Co., raffineria indipendente con sede in Cina.
Si tratta di raffinerie che «continuano a svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere l'economia petrolifera dell'Iran: la Hengli Petrochemical è uno dei maggiori clienti» di Teheran, avendo acquistato greggio per miliardi di dollari. Inoltre, l'Ofac sta prendendo di mira «circa 40 società di spedizione e imbarcazioni associate alla “flotta ombra” dell'Iran. L'iniziativa "Economic Fury" continua a ostacolare la capacità di Teheran di generare le entrate che alimentano le sconsiderate attività terroristiche del regime», ha concluso Bessent nel post.
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