Ue-India, giù i dazi per un valore di 4 miliardi
di Redazione
Coinvolti i settori industriali e agroalimentari, mentre sul fronte della sostenibilità è previsto un memorandum d'intesa. Von der Leyen: «Un accordo storico. Ed è solo l'inizio: costruiremo su questo successo e rafforzeremo ulteriormente la nostra relazione»

Dopo quasi vent'anni di trattative, l'Unione Europea e l'India hanno concluso i negoziati per un accordo storico, creando «una zona di libero scambio di 2 miliardi di persone», afferma la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che aggiunge: «Questo è solo l'inizio: costruiremo su questo successo e rafforzeremo ulteriormente la nostra relazione». L'accordo, sottolinea il primo ministro indiando Narendra Modi, in India darà un'impulso ai settori del tessile, dei gioielli e delle gemme e dei prodotti in pelle.
L'Unione europea e l'India già commerciano beni e servizi per oltre 180 miliardi di euro all'anno, sostenendo circa 800.000 posti di lavoro nell'Ue. Le esportazioni europee verso l'India entro il 2032 dovrebbero ora venire raddoppiate, eliminando o riducendo dazi sul 96,6% delle esportazioni europee. I tagli tariffari faranno risparmiare circa 4 miliardi di euro all'anno in dazi sui prodotti del Vecchio Continente. L'India con questo accordo concederà infatti l'apertura commerciale più ambiziosa mai offerta a un partner, garantendo vantaggi competitivi ai settori industriali e agroalimentari europei. Le opportunità per le imprese europee sono quindi significative: i dazi sulle automobili scenderanno gradualmente dal 110% fino al 10%, mentre quelli sui componenti saranno aboliti entro 5-10 anni. Anche i dazi su macchinari, prodotti chimici e farmaceutici saranno in gran parte eliminati e un capitolo dedicato alle Pmi garantirà assistenza e punti di contatto per sfruttare al meglio le nuove opportunità.
Il settore agroalimentare beneficerà di riduzioni sostanziali: i dazi medi del 36% sui prodotti europei saranno abbattuti, con vini che passeranno dal 150% al 75% e poi fino al 20%, olio d'oliva dal 45% allo 0% in cinque anni e i prodotti trasformati, come pane e dolci, con dazi fino al 50%, verranno eliminati dall'elenco. I settori agricoli europei sensibili, assicura la Commissione, saranno «pienamente protetti», poiché prodotti come carne bovina, carne di pollo, riso e zucchero sono esclusi dalla liberalizzazione prevista dall'accordo. Tutte le importazioni dall'India, poi, «continueranno a essere soggette alle rigorose norme Ue in materia di salute e sicurezza alimentare», fa sapere la Commissione.
L'accordo prevede poi per l'Unione un accesso privilegiato al mercato indiano dei servizi, inclusi finanza e trasporti marittimi, e una protezione avanzata dei diritti di proprietà intellettuale, avvicinando le normative UE e indiane. In più, ci saranno buone notizie anche sul fronte della sostenibilità: l'accordo, infatti, include un capitolo dedicato a commercio e sviluppo sostenibile, con impegni su ambiente, clima, diritti dei lavoratori ed empowerment femminile. É previsto, infatti, un memorandum d'intesa per una piattaforma Ue-India sulla cooperazione climatica, da avviare nella prima metà del 2026, e un sostegno europeo di 500 milioni di euro nei prossimi due anni per la transizione industriale sostenibile dell'India.
I prossimi passi, adesso, prevedono la pubblicazione dei testi negoziati, la revisione legale e la traduzione. La Commissione europea presenterà la proposta al Consiglio per la firma e la conclusione. Dopo la firma, ci sarà bisogno del consenso del Parlamento europeo e della ratifica indiana per l'entrata in vigore.
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