Stellantis, a Cassino migliaia in corteo per chiedere chiarezza sul futuro dello stabilimento
di Redazione
Presenti i vertici dei sindacati dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil. In questi primi tre mesi del 2026, sono state più le giornate di fermo della fabbrica che quelle di lavoro
Sono migliaia le persone che si sono messe in marcia oggi a Cassino al corteo per difendere il futuro del comparto industriale metalmeccanico. Al centro c'è il futuro dello stabilimento Stellantis di Cassino Plant e del relativo indotto.
I partecipanti al corteo hanno scandito lo slogan "Cassino non si tocca". Erano presenti i segretari generali dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, Michele De Palma (Fiom), Rocco Palombella (Uilm), Ferdinando Uliano (Fim), l'ex presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti e una folta rappresentanza del gruppo regionale del Pd.
A Cassino si producono le Alfa Romeo Stelvio e Giulia e la Maserati Grecale ma, sia lo scorso anno che nel primo trimestre del 2026, sono state più le giornate di fermo che quelle lavorate. Cassino Plant, è stato ricordato, è l'unico del Gruppo in Italia a non avere visto rispettato il piano che assegnava una mission ad ogni sito. Il progetto per le nuove Giulia e Stelvio risulta sospeso in quanto i modelli full electric, pronti per la produzione, non hanno portato a nuovi ordini e non è stato possibile finora sostituirli con modelli dalle motorizzazioni ibride.
Tra i vari interventi dei lavoratori presenti alla manifestazione, ci sono stati anche quelli dei lavoratori licenziati dalla Logitech, che hanno parlato di «dignità calpestata».
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