Sicilia, bufera in Forza Italia: Schifani pensa alle dimissioni

Rapporto tesi nel partito dopo lo scoppio del caso-Armao
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October 6, 2026
«Mi dimetto» è la frase che avrebbe pronunciato in serata il governatore della Sicilia, Renato Schifani, su tutte le furie dopo le dichiarazioni del commissario del partito nell'isola Nino Minardo sulla necessità di «un cambio di passo e di una proposta politica completamente nuova». Parole, quelle di Minardo, filtrate ieri mentre riuniva, a Palermo, i segretari provinciali del partito. E concordate a livello nazionale, perché a Roma sta montando la preoccupazione rispetto alla vicenda giudiziaria che ha colpito Gaetano Armao per il quale la Procura di Palermo ha chiesto l'arresto per corruzione. Non un personaggio qualunque Armao: vicino a Totò Cuffaro alla fine degli anni '90 tanto da essere stato proposto come candidato a sindaco di Palermo, è stato assessore all'Economia nel governo di Raffaele Lombardo. Poi nel 2017 Silvio Berlusconi, dopo averlo incontrato ad Arcore, lo candidò alla presidenza della Regione salvo poi ritirare la candidatura dopo l'accordo trovato con Nello Musumeci che appena eletto lo nominò assessore all'Economia.
Fino agli inizi di agosto l'avvocato Armao, marito di Giusi Bartolozzi che fu nel gabinetto del Guardasigilli, ha guidato la commissione tecnica specialistica (Cts) che rilascia le autorizzazioni per gli impianti fotovoltaici ed eolici ed è stato consigliere giuridico di Schifani fino alla notizia dell'inchiesta, poi si è dimesso. Un terremoto giudiziario che, è il timore ai piani alti di Forza Italia, potrebbe riservare altre sgradite sorprese. Ecco allora l'accelerazione improvvisa affidata al commissario Minardo per rimarcare la volontà di FI di portare avanti un rinnovamento, a cominciare dalla classe dirigente. E il nodo principale è uno: la ricandidatura di Schifani alle regionali del 2027. A Roma è cresciuta l'insofferenza verso le tante inchieste che hanno coinvolto politici del centrodestra e soprattutto uomini che sono stati vicini al governo, come Salvatore Iacolino, Agelo Pizzuto e in ultimo Armao tutti accusati di corruzione.
E il presidente Schifani che dava per scontato il bis ha preso atto del ripensamento del suo partito: «Prendo atto delle dichiarazioni dell'onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve». Posizione che ha ribadito nella telefonata avuta con il leader Antonio Tajani, dai toni accesi si apprende. Poi ha riunito a Palazzo d'Orleans, il suo staff e alcuni parlamentari regionali.
«"Le dimissioni non si annunciano, si danno», commenta iil deputato del Pd all'Ars, Nello Dipasquale. Per il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera «quella di Schifani è la peggiore legislatura di sempre fatta di arresti e inchieste: ecco oggi ha la possibilità di liberare finalmente la Sicilia».
La commissione regionale Antimafia, stamani ha annunciato che avvierà un'indagine conoscitiva sui recenti episodi di natura corruttiva emersi nell'ambito dell'amministrazione regionale.

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