Scontro tra autonomi e polizia a Torino, sindacato: «Adeguare tutele»
di Redazione
All'indomani degli scontri al termine del corteo del primo maggio, i rappresentanti dei finanzieri segnalano «forte criticità». Appendino: «Non usate episodi isolati per oscurare corteo»
Ieri gli autonomi di Askatasuna, staccandosi al termine del corteo del Primo Maggio a Torino dal resto dei manifestanti, hanno cercato di forzare il cordone di forze dell'ordine a protezione della palazzina di corso Regina Margherita 47, sgomberata lo scorso 18 dicembre, dopo trent'anni di occupazione, e ne sono nati dei disordini. «Centri sociali e poliziotti. Criminali e lavoratori. Buon primo maggio solo ai secondi» la reazione del leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, parla di «episodi da condannare con estrema fermezza, che non hanno nulla a che vedere con lo spirito di un corteo di migliaia di persone che questa mattina sono scese in piazza per difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori». «Alla destra dico chiaramente: non azzardatevi a usare questi episodi isolati per oscurare la marea umana che oggi ha riempito le piazze d'Italia», il commento della parlamentare M5s e ex sindaca del capoluogo piemontese, Chiara Appendino, che condanna le violenze. Gli autonomi davanti all'ex palazzina occupata hanno colpito con bastoni gli scudi delle forze dell'ordine e utilizzato degli spray, ricevendo in risposta una carica, con l'utilizzo di un idrante. Aperto il cancello, i manifestanti si sono trovati di fronte gli agenti dei reparti mobili e il lancio di lacrimogeni. Dopo oltre un'ora è tornata la calma e sono ripartiti in corteo sul lungo Dora verso i giardini Pozzo, non lontano dal campus universitario Einaudi, per un pranzo per la festa dei lavoratori, organizzato dagli autonomi stessi. Un evento per cui nei giorni scorsi avevano chiesto il giardino dell'ex centro sociale, ma era arrivato il no della Prefettura.
«Da Torino tante voci oggi in corteo hanno chiesto con forza che al lavoro venga restituita dignità. Non è lavoro se toglie la vita, il futuro, le pari opportunità, spesso anche la libertà. Condanniamo fermamente le violenze isolate e fuori dalla manifestazione, che nulla hanno a che fare con le organizzazioni sindacali, le tante associazioni, i partiti politici che hanno sfilato compostamente. Tante piazze in tutto il paese, che il governo non può più ignorare". Lo dichiarano la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando e la consigliera regionale del Pd, Nadia Conticelli. «Ancora una volta a Torino abbiamo assistito a violenze e aggressioni da parte di un gruppo di delinquenti che hanno voluto oltraggiare la giornata del primo maggio, la festa dedicata al lavoro e ai diritti dei lavoratori sanciti dalla nostra bellissima Costituzione democratica». Ad affermarlo, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. «Violenze come quelle di oggi a opera degli autonomi di Askatasuna - spiega - sono inaccettabili e vanno condannate con forza perché sono al di fuori della democrazia e della legalità».
Per il Siaf (Sindacato italiano autonomo finanzieri) gli scontri a Torino in occasione del Primo maggio rappresentano «un segnale di forte criticità sul piano della sicurezza operativa». "L'impiego del personale in contesti ad alta tensione richiede standard di tutela adeguati a scenari che stanno evolvendo rapidamente e in modo sempre più imprevedibile», sottolinea Eliseo Taverna, segretario generale del Siaf, «non è più sostenibile affrontare situazioni caratterizzate da violenza organizzata e utilizzo di strumenti offensivi con assetti e protocolli pensati per un contesto ordinario. Serve un aggiornamento concreto e tempestivo delle misure di prevenzione e protezione, a partire dalle dotazioni e dalle procedure di intervento».
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