
La prima volta che sono andato a Lourdes come barelliere era il 1971, avevo sedici anni, e con me c'erano gli amici del noviziato scout del nostro gruppo, otto persone in tutto. Salii sul Treno Bianco con la mia inseparabile chitarra, ma appena ci mettemmo a cantare arrivรฒ un dirigente dell'Unitalsi che, molto gentilmente, ci chiese di smettere: questo, ci disse, รจ un luogo di dolore, e va rispettato. Smettemmo, e la mia chitarra restรฒ nella sua custodia per otto giorni. Fu quello il mio incontro con quella "retorica della sofferenza" che, cinquanta anni fa, ancora avvolgeva nella Chiesa il mondo della disabilitร e della malattia, trattando, di fatto, le persone che vivevano in quel mondo, che giร pativano una drammatica esclusione sociale, quasi un corpo separato anche dalla comunitร ecclesiale. Poi arrivรฒ Papa Wojtyla, e tutto mutรฒ. Un cambio non solo nelle parole ma soprattutto nei gesti. In tutte le cerimonie voleva che un posto privilegiato fosse riservato a disabili e ammalati, e in tutti i suoi viaggi, in Italia e all'estero, riservava a essi un incontro specifico. Quando era in mezzo a loro, si fermava a salutare tutti, a parlare con ciascuno, e perdeva la nozione del tempo, cosa che lo portava sempre a "sforare" la sua agenda. Al punto che nei suoi viaggi, in cui a volte erano previsti dieci discorsi in un giorno, questi incontri venivano quasi sempre programmati a fine giornata. Per non parlare di come Giovanni Paolo II visse la sua malattia, una lezione impossibile da dimenticare.
I suoi successori hanno continuato con lo stesso passo, e la retorica della sofferenza รจ un retaggio del passato, o quasi. Perchรฉ ยซla Chiesa โ ha ribadito Papa Francesco in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilitร โ รจ la vostra casa! Noi, tutti insieme, siamo Chiesa perchรฉ Gesรน ha scelto di essere nostro amico. Essa "non รจ una comunitร di ma di discepoli in cammino, che seguono il Signore, bisognosi del suo amore"... [un popolo in cui] tutti sono protagonisti, nessuno puรฒ essere considerato semplice comparsaยป. Perchรฉ nella vita della Chiesa ยซla peggiore discriminazione รจ la mancanza di attenzione spirituale, che a volte si รจ manifestata nel diniego di accedere ai Sacramenti, sperimentato purtroppo da alcuni di voi. Il Magistero รจ molto chiaro in merito... il Direttorio per la Catechesi ha affermato in maniera esplicita che nessuno puรฒ rifiutare i Sacramenti alle persone con disabilitร ... Di fronte alle discriminazioni, รจ proprio l'amicizia di Gesรน, che tutti riceviamo come dono immeritato, che ci riscatta e ci permette di vivere le differenze come ricchezzaยป. ยซSo che alcuni di voi โ ha aggiunto Francesco โ vivono condizioni di estrema fragilitร .
Ma vorrei rivolgermi proprio a voi, magari chiedendo โ dove ce ne fosse la necessitร โ ai vostri familiari o a chi vi รจ piรน vicino di leggere queste mie parole, e chiedervi di pregare. Il Signore ascolta con attenzione la preghiera di chi confida in Lui... Gesรน ascolta chi si rivolge a Lui anche in maniera apparentemente inadeguata, magari solo attraverso un gesto o un grido. Nella preghiera c'รจ una missione accessibile a ognuno e ve la vorrei affidare in maniera speciale. Non c'รจ nessuno cosรฌ fragile da non poter pregare, adorare il Signore, dare gloria al suo Nome santo e intercedere per la salvezza del mondo. Di fronte all'Onnipotente ci scopriamo tutti ugualiยป. Nessuno, ma proprio nessuno, deve sentirsi estraneo.
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