Khady costruisce la pace accanto ai più poveri

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February 12, 2025
Non ĆØ ancora italiana, ma nel profondo sente di esserlo giĆ  da tempo. L’agognata cittadinanza sarĆ  la certificazione del suo percorso di donna immigrata, che dal Senegal all’Italia ha scelto di mettersi al servizio di chi, italiano o straniero non importa, ha più bisogno. Khady Sene ĆØ tra le poche donne e con i suoi 31 anni certamente la più giovane direttrice di Caritas mai nominata da una diocesi. Non solo: ĆØ anche la prima e finora unica immigrata extracomunitaria a ricoprire questo incarico, nominata dal vescovo di Foggia-Bovino, don Giorgio Ferretti, lo scorso settembre.
Figlia di una dottoressa e di un imprenditore, 6 fra fratelli e sorelle, nata e cresciuta a Rufisque, cittĆ  portuale di 180mila abitanti non molto lontano dalla capitale Dakar, Khady ĆØ arrivata dal Senegal nel nostro Paese 13 anni fa, con l’obiettivo di completare i suoi studi in lingue straniere. Mentre riconquistava il diploma di scuola media e quello delle superiori – i suoi titoli di studio non sono mai stati riconosciuti – e lavorava a Foggia come receptionist per mantenersi, ha conosciuto le miserie di tanti altri africani meno fortunati di lei: i braccianti sfruttati dai caporali nei campi della Capitanata e assiepati nei ghetti della provincia. E poi le donne vendute nella tratta. Prima come volontaria, poi come operatrice e oggi come direttrice Caritas, Khady conosce i dolori dei più fragili, e a loro dedica le sue energie.
Khady Sene - courtesy Michele Parisi
Khady Sene - courtesy Michele Parisi
L’8 marzo riceverĆ  il Premio internazionale per la pace e la non violenza dal Comune di Monteleone di Puglia, nel foggiano, insieme alla nostra inviata Lucia Capuzzi: Ā«Significa tanto per me. ƈ un premio inaspettato, emozionante, mi rende orgogliosa del percorso che ho fatto nella diocesi di FoggiaĀ», dice in videocollegamento con Avvenire, lunghissime treccine scure a incorniciarle il bel viso. Ā«PerchĆ© a me un premio per la pace? Credo che la pace non riguardi solo le situazioni di guerra, ma ĆØ un lavoro che come operatori Caritas portiamo avanti ogni giorno. Seminare la pace nel mondo vuol dire anche riparare situazioni di ingiustizia. E noi cerchiamo di farlo. Un modo concreto ĆØ restituire alle donne vittima di violenza economica la possibilitĆ  di essere autonome, aiutandole a formarsi e a trovare un lavoro. Un altro modo ĆØ astenersi da parole e gesti ostili ed educare gli altri a fare altrettantoĀ».
Khady Sene come operatrice Caritas ĆØ stata per anni un riferimento per gli immigrati extracomunitari, soprattutto per coloro che vivono nei ghetti: ora che dirige la Caritas diocesana il suo sguardo si ĆØ ampliato a ogni bisogno. Tra i primi progetti che ha seguito in prima persona c’è quello contro l’emergenza freddo, progettata con le parrocchie, per dare ospitalitĆ  ai senza fissa dimora durante l’inverno, e la campagna con Luxottica per offrire visite oculistiche e occhiali a chi ĆØ senza risorse.
Ā«Il mio impegno ĆØ per loro, gli invisibili, anche se questa parola non mi piace – spiega Khady – perchĆ© invece hanno un volto, una voce e siamo noi che li rendiamo cosƬ, invisibili, perchĆ© non ci accorgiamo di loro. Noi cerchiamo di esserci, di non abbandonare nessunoĀ». In attesa di concludere le pratiche per la cittadinanza, Khady progetta anche il suo futuro, a fianco del fidanzato medico: Ā«Il sostegno che c’è sempreĀ», dice nel suo italiano perfetto.
E poi c’è la laurea in Giurisprudenza, che per lei ĆØ quasi conquistata sul campo. Sono giĆ  leggendarie, infatti, le sue capacitĆ  di dialogo e coinvolgimento con tutti gli interlocutori che incontra nel suo lavoro, dalle forze dell’ordine agli assistenti sociali. Ā«SƬ, ho un sogno per Foggia: vedere una cittĆ  unita, capace di vivere insieme. Il mio lavoro non ĆØ quello di dividere ma di unire. Per questo sposo l’idea del vescovo di coinvolgere tutti e di operare sempre in comunitĆ  con le parrocchie e le organizzazioni del territorioĀ». Anche questo ĆØ costruire la pace.

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