Sogno, non menzogna
domenica 13 gennaio 2019
«Chuang Tzu sognò di essere una farfalla e al risveglio non sapeva se fosse un uomo che aveva sognato di essere una farfalla o una farfalla che in quel mentre sognasse di essere un uomo.» L'orientalista inglese Herbert Allen Giles ci consegna questo e altri aneddoti, allegorie, parabole, dal testo cinese Chuang Tzu, scritto tra il quinto e il secondo secolo a.C., uno dei pilastri del taoismo. Pensiero capace di rivelazioni universali, in cui evidenza e mistero si compenetrano. Potere del sogno: è esperienza reale, che il nostro lettore scoprirà di avere provato: al risveglio da un sogno, a volte si è ancora immersi nella scena onirica, e a volte anche siamo ancora nei panni, o nell'effigie, che vestivamo in quel sogno. Ciò non significa che io, una volta desto, sia divenuto una farfalla: sono un uomo, con il mio nome e cognome. Ma il sogno non è un inconveniente, un capriccio, una sciocchezza, lo sapeva benissimo Shakespeare. È così potente e avvincente per la mia anima che io sono stato davvero, per la durata incalcolabile del tempo onirico, farfalla. E il sogno non è menzogna, così come la vita desta non è unica e assoluta. I due mondi si compenetrano. Essere stato farfalla mi farà bene, per tutto il giorno almeno.
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