Precedere l’impazienza

Gli esordi a teatro davanti ai bambini: una palestra di finzione, ascolto e meraviglia.
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July 18, 2026
Ho cominciato a fare l’attore davanti a un pubblico di bambini. Credo sia stata la mia fortuna. A ventun anni sono entrato in una giovane compagnia che girava per le scuole elementari con uno spettacolo intitolato Il castello misterioso. Era la storia di due ridicoli personaggi un po’ fifoni, Fasolino e Sandrone, che si avventuravano loro malgrado in una fortezza popolata da mostri e fantasmi. I nostri piccoli spettatori partecipavano entusiasti all’affascinante rito ed era divertente suscitare in loro quel tanto di terapeutico terrore che la finzione imponeva. Tutti, senza eccezione, vi si abbandonavano appassionati, coinvolti, urlanti. Ricordo quanto il successo di ogni recita dipendesse dalla nostra capacità di reggere il gioco e immedesimarci nei personaggi.
Avevamo un solo comandamento, non tradire la loro credulità. «Quando un bambino ti ascolta, la sfida esaltante sta nel saper precedere la sua impazienza» insegnava il pedagogo francese Fernand Deligny. Quello spettacolo è stata una palestra ineguagliabile per un commediante agli esordi come me. Il momento più commovente, l’applauso finale: centinaia di manine che battono producendo un suono diverso da quello degli adulti, una sorta di crepitio simile al rumore che fa la pioggia su un tetto di tegole. Pura poesia.

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